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Anversa 1920: il due con Bucintoro firma il primo oro azzurro

sabato 20 Agosto 2011

Anversa 1920: il due con Bucintoro firma il primo oro azzurro

ROMA, 20 agosto 2011 A una settimana dai Mondiali Assoluti di Bled, validi per l’assegnazione dei pass olimpici e paralimpici, Enrico Tonali ripercorre la gioiosa Olimpiade di Anversa 1920. Il primo oro del canottaggio azzurro coincide con l’adozione della maglia azzurra da parte dell’intera squadra italiana. Si vince nel 2 con (Bucintoro), specialità che in futuro ci regalerà altre grandissime soddisfazioni.


Vendetta americana, organizzazione italiana e oro veneto dominano il canottaggio ai VII Giochi Olimpici 1920, in un’Anversa rasa al suolo dalla Prima Guerra Mondiale ed ancora occupata dagli Alleati (lo stadio viene dedicato al generale Pershing, comandante delle truppe USA in Europa). La spedizione italiana è pervasa dall’efficientismo del reggente effettivo CONI Carlo Montù, che compie tre “miracoli”. Le spese della rappresentativa tricolore vengono sostenute da una sottoscrizione de “La Gazzetta dello Sport” (aderiscono enti come la Federazione Calcio e industriali quali il fondatore della FIAT Giovanni Agnelli). C’è l’adozione della maglia azzurra (colore di Casa Savoia) per tutti gli atleti italiani partecipanti. Ad Anversa viene organizzata la prima Casa Italia. Un quarto miracolo lo fa il nostro canottaggio – anche questo sotto l’egida di Montù che è pure presidente del Rowing Club (futura Federcanottaggio) – vincendo la prima medaglia d’oro olimpica della sua storia con il 2 con dei veneziani (della Bucintoro) Ercole Olgeni e Giovanni Scatturin timonati da Guido De Felip che battono Francia e Svizzera. Al loro successo si aggiunge l’argento dei milanesi Dones e Annoni sul doppio, distaccati di 10 secondi da una formazione statunitense il cui capovoga è un muratore irlandese emigrato nel Nuovo Mondo, John Kelly senior, il quale vince pure il singolo, superando uno dei più grandi vogatori britannici di tutti i tempi, Jack Beresford junior. Kelly – che diventerà un facoltoso imprenditore edile e padre di Grace, diva del cinema americano e principessa di Monaco – con quel successo nello skiff si vendica dell’affronto subito ad Henley, dove gli inglesi non lo avevano fatto gareggiare nella Diamond Sculls perché con il suo lavoro di muratore aveva rafforzato i muscoli “in maniera non dilettantesca”.

Nella foto: Il celebre abbraccio fra Ercole Olgeni (a dx) e Giovanni Scatturin (fuori foto il timoniere Guido De Felip) oro nel 2 con ai Giochi di Anversa 1920 è stato a lungo sulla copertina della rivista federale nata l’anno dopo, nel 1921

 
  

 

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