Melbourne 1956: l'oro degli operai


ROMA, 03 febbraio 2012 - Con Melbourne 1956, per la prima volta, il villaggio olimpico viene creato nell’emisfero australe. Sono violenti gli sbalzi di temperatura, storicamente l’Olimpiade vive due momenti di tensione: il boicottaggio di Svizzera, Olanda e Spagna (contro l’Unione Sovietica) e quello di Egitto, Iraq e Libano per le note vicende del canale di Suez. Nel medagliere l’Italia sarà al quinto posto, prima tra le Nazioni occidentali anche grazie a un nuovo capolavoro targato Moto Guzzi nel quattro con (Franco Trincavelli, Angelo Vanzin, Romano Sgheiz, Alberto Winkler, tim. Ivo Stefanoni). Oltre al ricordo dell’Olimpiade, firmato da Enrico Tonali, vi proponiamo anche la rievocazione di Corrado Sannucci, compianto giornalista di Repubblica.

Puntuali a fine 1955 tornano le preoccupazioni per Federcanottaggio di preparare con attenzione, oltre alla flotta, anche la trasferta ai Giochi di Melbourne. Il canottaggio gode, rispetto alla maggioranza degli sport, di un paio di privilegi negativi: il trasporto delle imbarcazioni e l’endemica lontananza del campo di gara dalla città olimpica. Stavolta i problemi sono raddoppiati dalla distanza fra Melbourne (quasi 20 mila km) e l’Italia e dal tempo per arrivarci, all’epoca 45 ore di volo o un mese in nave. Al solito il canottaggio sarà totalmente avulso dal contesto olimpico, le gare si terranno sul bacino Leartmonth di Ballarat (110 km dal Villaggio Olimpico) dove le imbarcazioni, spedite in ottobre, giungeranno via mare. Inoltre i giorni di gara – dal 22 novembre all’8 dicembre più il lungo viaggio – coincidono con un periodo intensamente lavorativo per atleti dilettanti come i canottieri italiani che crea situazioni personali da risolvere anticipatamente.

La fiaccola – nel cammino verso l’Australia – passa per il Canal Grande di Venezia, tenuta a prua della Dodesona della Bucintoro, dal timoniere d’oro 1920 Guido De Felip, mentre ai remi sono altri azzurri olimpici della storica Società. Le Olimpiadi 1956 ci saranno quando la stagione agonistica europea sarà ampiamente conclusa.

Perciò la Federazione Internazionale ritiene opportuno inserire in calendario nuovamente i Campionati Europei, anche per lanciare un nuovo e scenografico campo di gara, il lago sloveno di Bled dove vanno a medaglia due soli equipaggi azzurri - il 4 senza (che vince) ed il 4 con (terzo) - entrambi della Moto Guzzi allenata da Angelo Alippi, sempre più “mago”.Una seconda magia la compie nei mesi successivi un ingegnere della casa motoristica di Mandello sul Lario, il milanese Giulio Cesare Carcano, il quale crea una nuova impostazione in barca che permette alle “maglie rosse” della barca con timoniere – capovoga Franco Trincavelli - di vincere i Giochi Olimpici agli antipodi, mentre il 4 senza guidato da Giuseppe Moioli scende al quarto posto. Cambia l’ordine dei fattori ma non il prodotto, la grande classe di Alippi e dei suoi ragazzi, che rimarrà un capitolo indimenticabile – anche per il grande pubblico – del canottaggio italiano. A Melbourne si tiene il Congresso del Comitato Olimpico Internazionale, nel quale il presidente del CONI Giulio Onesti illustra l’organizzazione della XVII Olimpiade affidata finalmente a Roma.


Enrico Tonali


Nella foto: Il 4 con della Moto Guzzi oro olimpico a Melbourne 1956

 

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