Dal banco al remo: il canottaggio incontra le scuole di Trieste
Dal banco al remo: il canottaggio incontra le scuole di Trieste

Nel bellissimo palazzetto di Opicina (novità di quest’anno) si è accesa la scintilla del canottaggio! Due settimane di intenso lavoro nelle scuole secondarie di primo grado hanno preparato i ragazzi alle gare di remoergometro sul tempo di 1 minuto: una festa dello sport a tutti gli effetti.
A fare gli onori di casa Federico Parma, referente del rapporto società-scuola per il comitato FIC FVG.
“Quest’anno abbiamo scelto di puntare sui giovanissimi” racconta Fulvio Stain, responsabile società-scuola per la Ginnastica Triestina, sezione nautica, coadiuvato da Chiara Canetti e Lorenzo Uboldi. “Abbiamo lasciato da parte le secondarie di secondo grado per concentrarci sui ragazzi più giovani — e in futuro sogniamo di arrivare persino alle elementari! Il canottaggio a Trieste ha una tradizione straordinaria e merita di essere conosciuto”.

Abbiamo raccolto le impressioni di due docenti presenti all’evento, e le loro parole ci hanno colpito. La prima è Federica, che ci racconta:
“La manifestazione è stata ben organizzata — un bell’investimento per una città come Trieste, dove il canottaggio ha una storia e un’anima tutta sua! Da docente, però dico che la lotta per trovare ragazzi disponibili è epica: fanno di tutto e di più, e per trascinarli serve quasi una campagna di marketing con effetti speciali. Accendere l’entusiasmo nei più piccoli è possibile, ma gli altri…
Le uscite in acqua sarebbero la carta vincente, ma tra permessi, autorizzazioni e moduli su moduli… si rischia di esaurire le energie ancora prima di toccare l’acqua. La burocrazia: il vero ostacolo tra i ragazzi e il remo!”
Jano Prima, docente di educazione motoria presso l’stituto Comprensivo Valmaura, ci regala un’impressione vivace:
“Giornata divertente e piacevole, perfetta per scoprire un’attività completamente nuova — per molti ragazzi era la prima volta in assoluto! Organizzazione super e grandissima disponibilità da parte della società di supporto, la SGT, che ha reso tutto semplice e scorrevole.
Un suggerimento per le prossime edizioni: una sola prova è un po’ poco! Visto che spostare gli studenti richiede un bel po’ di energie e di logistica, perché non approfittarne per farli gareggiare di più? Una staffetta, una seconda prova per fruttare al massimo il tempo a disposizione!”
Entusiasmo alle stelle, quindi, e chissà che le prossime edizioni non riservino qualche sorpresa in più: il canottaggio triestino ha voglia di crescere, e i ragazzi anche.
Claudia Giacomazzi
















