Sport e ambiente si stringono la mano sul Tevere: al via la prima giornata di We Can Blu IT
Sport e ambiente si stringono la mano sul Tevere: al via la prima giornata di We Can Blu IT

Ha preso ufficialmente il via a Roma la terza edizione di We Can Blu IT, la grande manifestazione promossa dall’associazione piùblu che trasforma le sponde del Tevere in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto dedicato alla sostenibilità, alla salute e alla cultura.
La prima giornata dell’evento ha dimostrato concretamente come il mondo sportivo possa e debba farsi promotore attivo della tutela dei nostri ecosistemi, intrecciando l’azione sul territorio alle riflessioni istituzionali e scientifiche.
Ad aprire i lavori è stata la concretezza dei fatti. Il valore dei clean up territoriali che hanno caratterizzato le prime battute della rassegna non risiede solo nella quantità di rifiuti fisicamente rimossi dalle sponde e dalle aree marine limitrofe, ma nel loro profondo valore educativo. Ripulire un tratto di spiaggia o l’argine di un fiume significa restituire centralità all’ambiente come bene comune e stimolare una presa di coscienza collettiva. Queste attività sul campo dimostrano che la transizione ecologica non è fatta solo di grandi protocolli, ma di cittadinanza attiva e partecipazione consapevole, a salvaguardia della biodiversità fluviale e marina.

Il cuore del dibattito scientifico e istituzionale si è concentrato nel pomeriggio durante il convegno “La plastica non fa sport”, curato dall’Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE) presso il Villaggio della sostenibilità, sotto le sponde del Tevere all’altezza di Castel Sant’Angelo.
L’incontro è stato condotto dal giornalista Francesco Gasparri, di RAI Linea Verde Illumina, con la partecipazione per ISDE Italia del dott. Rocco Santarone, medico di medicina generale e specialista in Medicina dello Sport, di Roberto Montanari e Domitilla Baffigo in qualità di Presidente e Vicepresidente piùblu.
L’incontro ha messo in luce una verità ormai innegabile: l’abuso della plastica monouso e la conseguente dispersione di microplastiche minacciano non solo l’habitat naturale, ma la stessa salute e le performance di chi pratica attività fisica.
Il focus ha visto la partecipazione del Segretario Generale del CONI Giovanni Esposito, che ha ribadito l’impegno dello sport italiano nel farsi veicolo di messaggi virtuosi, riducendo l’impronta ecologica delle manifestazioni e promuovendo centri sportivi sempre più “plastic free”.
Il dibattito si è arricchito con la presenza e il pensiero di Bruno Mascarenhas. Il bronzo olimpico di Atene 2004, oggi commentatore RaiSport e direttore tecnico CC Roma, ha offerto una profonda riflessione sulla responsabilità sociale delle società e delle icone sportive. Mascarenhas ha sottolineato come gli atleti abbiano una vera e propria missione culturale: quella di sfruttare la propria cassa di risonanza per educare le nuove generazioni al rispetto della natura, trasformando ogni allenamento e ogni gara in un esempio di civiltà.

Accanto a lui, una testimonianza d’eccezione: la campionessa olimpica di canottaggio Valentina Rodini. L’atleta delle Fiamme Gialle ha portato la sua esperienza diretta di chi vive quotidianamente a stretto contatto con l’acqua, evidenziando come la tutela delle risorse idriche sia fondamentale per il futuro delle discipline outdoor.
Valentina Rodini è anche madrina ufficiale della Tiber Skiff, la prima attesissima regata internazionale in singolo sul Tevere ispirata alla celebre Silver Skiff di Torino. Un connubio perfetto che unisce l’eccellenza del canottaggio azzurro al rilancio del fiume di Roma come palcoscenico di sport pulito e senza confini. Con la spinta di questa prima giornata e il battesimo di una madrina d’eccezione, We Can Blu IT lancia un messaggio chiaro: per vincere la sfida del futuro, lo sport deve correre insieme all’ambiente.
















