News / Responsabilità sociale

“Donne, Pace e Sicurezza”: una regata nel segno dell’equità

domenica 25 Ottobre 2026

“Donne, Pace e Sicurezza”: una regata nel segno dell’equità

Lo sport come veicolo di pace, equità e resilienza sul Tevere, il Canottaggio come motore della sostenibilità. La prima regata “Donne, Pace e Sicurezza”, svoltasi a Roma in concomitanza con i 90 anni del Circolo del Ministero degli Esteri con la collaborazione del Comitato Regionale Lazio sotto l’egida della FIC, ha unito l’agonismo sportivo all’impegno geopolitico per i diritti umani. L’evento, con l’associazione “Hands Off Women” in regia, ha celebrato il legame tra i valori della competizione sportiva e i principi della Risoluzione 1325 delle Nazioni Unite.

La regata ha voluto accendere i riflettori sull’agenda ONU “Donne, Pace e Sicurezza”, adottata il 31 ottobre del 2000. Come ricordato durante l’evento dal Sottosegretario di Stato alla Difesa, Senatrice Isabella Rauti, questo documento rappresenta una pietra angolare del diritto internazionale.

“L’agenda”, ha dichiarato la Rauti, “è un manifesto di equità che con pragmatismo include la prospettiva di genere nelle operazioni militari, e valuta l’impatto dei conflitti sulle comunità femminili che sono spesso le vittime più colpite, ma valuta anche il ruolo che le donne possono avere nei processi di costruzione della pace e nelle forme di resilienza. Le donne sono resilienti e per prime ricostruiscono la normalità quotidiana. Il quotidiano minuto della sopravvivenza”.

​Alla gara hanno partecipato un equipaggio della Marina Militare e, per la prima volta, un equipaggio interforze dei Gruppi sportivi militari, vincitore della regata. Numerosi i testimonial dei Gruppi Sportivi Militari (GSM) dell’Esercito Italiano, dell’Arma dei Carabinieri, dell’Aeronautica e del Centro Sportivo Paralimpico della Difesa (CSPD).

​”I nostri Gruppi Sportivi sono ambasciatori dei valori della Difesa e, attraverso lo sport”, ha dichiarato il Sottosegretario con delega anche alle Attività Sportive e alle Politiche per la disabilità, “promuovono inclusione, rispetto e pari opportunità. La loro presenza testimonia l’impegno delle Forze Armate nel fare dello sport uno strumento di coesione sociale, capace di superare le barriere e valorizzare le capacità di ciascuno”.