“Tremare non è perdere. L’ansia non è il problema”: una serata di grande intensità al Centro Remiero del Lago di Pusiano
“Tremare non è perdere. L’ansia non è il problema”: una serata di grande intensità al Centro Remiero del Lago di Pusiano

Si è tenuta giovedì sera, presso il Centro Remiero del Lago di Pusiano la prima serata del ciclo “Nel Quartier Generale delle Emozioni – Educare alle emozioni, crescere insieme nella comunità educante”, organizzata dalla Comunità Pastorale Sant’Antonio Maria Zaccaria di Eupilio e Longone al Segrino, in collaborazione con il Tavolo Educativo Territoriale e con il patrocinio delle Amministrazioni Comunali di Eupilio e Longone al Segrino.
L’incontro, rivolto in modo particolare ad atleti, allenatori, dirigenti ed educatori, ha affrontato un tema centrale nel mondo dello sport e della crescita: l’ansia. Non come ostacolo da eliminare, ma come segnale da comprendere e come energia da orientare.
La serata ha registrato una partecipazione numerosa e attiva. A dare il benvenuto alla numerosa e attiva platea e a presentare gli ospiti, il Presidente del Centro Remiero Fabrizio Quaglino — da poco riconfermato Vice Presidente della Federazione Italiana Canottaggio.
Con lui la Presidente dell’ASD SAMZ di Eupilio Gabriella Tacchini, il Sindaco di Eupilio Alessandro Spinelli, il Sindaco di Longone al Segrino Carlo Castelnuovo e Padre Giovanni in rappresentanza della parrocchia. Significativa la presenza di giovani atleti , coinvolti direttamente durante la serata per condividere la propria percezione dell’ansia.
A condurre la serata il formatore Pietro Bazzoni, presidente della ASD Canottieri La Sportiva Lezzeno, la cui riflessione conclusiva ha segnato profondamente i presenti:
“I vostri ragazzi non sono diventati ansiosi per caso. C’è una ragione precisa. L’adulto che li ha cresciuti — genitori e allenatori — ha smesso di sperare davanti a loro. Non per cattiveria. Per smarrimento. L’umano impara solo per osservazione e imitazione. Se l’adulto vive senza orizzonte, il ragazzo cresce senza orizzonte. L’ansia che vedete nei vostri figli, nei vostri atleti, è spesso il riflesso fedele della vostra. Le paure dei giovani trovano riposo nelle certezze degli adulti. La domanda per ciascuno di noi non è cosa ci inquieta, ma in cosa speriamo. L’ansia non è il problema: è solo la lancetta del contagiri. Il motore della vita è il Desiderio. Comincia a girare prima di venire al mondo e finisce forse oltre.”
Tre atleti di livello olimpico hanno portato la propria esperienza diretta, offrendo al pubblico una prospettiva autentica e preziosa.
Stefano Oppo, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e medaglia d’argento a Parigi 2024, ha raccontato come l’ansia abbia accompagnato ogni tappa del suo percorso: dalla partenza dalla Sardegna a soli 15 anni per il college di Piediluco, senza obiettivi definiti, ma con la consapevolezza di trovarsi davanti a un’opportunità straordinaria. La lontananza dalla famiglia — punto di riferimento fondamentale — non è stata semplice da gestire, eppure quella tensione si è rivelata uno stimolo decisivo. Importante la riflessione di Stefano in merito al rapporto con gli adulti, di quanto da giovane atleta si sia ispirato ai compagni di squadra più grandi.
Federica Maspero, medaglia d’argento nei 400 metri ai Campionati Mondiali Paralimpici di atletica leggera, ha condiviso una storia di una forza rara. Persona di grande energia e proiettata per natura verso nuovi obiettivi, ha affrontato la meningite che le ha causato la perdita degli arti inferiori e delle dita delle mani. Oggi esercita come oncologa palliativa, in un lavoro in cui accogliere ogni emozione — bella o difficile — è la competenza più importante. Una competenza nata, ha spiegato, proprio dall’incontro con la malattia e con la propria vulnerabilità.
Simone Ranieri, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Sydney 2000 e medaglia d’argento a Pechino 2008, oggi allenatore del settore Pararowing della Federazione Italiana Canottaggio, ha offerto un punto di vista prezioso: quello di chi ha vissuto in prima persona l’ansia dell’atleta.
Durante la sua carriera sportiva, ha spiegato, l’ansia nasceva dal continuo bisogno di porsi nuovi obiettivi e dalla pressione costante di raggiungerli. Oggi questa emozione è ancora presente, ma si manifesta in modo diverso.
Nel ruolo di allenatore, infatti, non è più al centro della prestazione. Tuttavia, l’ansia non scompare: si trasforma nella speranza di aver preparato al meglio i propri equipaggi, affinché possano affrontare la gara nelle migliori condizioni possibili.
La serata ha offerto spunti concreti e profondi sia agli allenatori che ai dirigenti presenti: l’ansia non è un difetto da correggere nei giovani atleti, ma spesso uno specchio delle emozioni non elaborate degli adulti che li accompagnano. Riconoscerla, nominarla e trasformarla in desiderio è la sfida che il mondo sportivo — e non solo — è chiamato ad affrontare.
Per informazioni: Comunità Pastorale Sant’Antonio Maria Zaccaria – Eupilio e Longone al Segrino In collaborazione con il Tavolo Educativo Territoriale
















