Il Friuli Venezia Giulia ai Mondiali Under 23 di Duisburg
Il Friuli Venezia Giulia ai Mondiali Under 23 di Duisburg

Un mondiale U23 di altissimo spessore agonistico quello disputato questa settimana a Duisburg in Germania, con l’Italia che riusciva a conquistare 1 argento ed 1 bronzo, ed una spedizione azzurra che raggiungeva la finale con 12 formazioni. Dei 3 regionali presenti sul campo di regata tedesco, la Noemi de Vincenzi (Nettuno) è la coartefice della conquista di una delle due medaglie italiane: il bronzo del 4 di coppia. Allenata da Cristin, la vogatrice triestina che vanta nel suo palmares 2 titoli continentali, 1 oro ed 1 argento mondiale tra gli U19, nell’ultima stagione si è trasferita per motivi di studio e sport negli Stati Uniti, ed è rientrata in Italia giusto in tempo per partecipare alle selezioni dedicate agli atleti che studiando all’estero non hanno potuto esprimersi a livello nazionale.

De Vincenzi, Lanciano, Spirito e Gattiglia: sintonia perfetta, lettura della gara impeccabile e un finale al cardiopalma che valeva una medaglia. Ai 500 metri le azzurre transitavano al quinto posto, ma la classifica era cortissima e la testa della corsa era alla loro portata. Senza scomporsi, il 4 di coppia azzurro iniziava ad alzare il ritmo: la Germania veniva agganciata e poi il mirino si spostava deciso sulla Polonia.De Vincenzi & C. con un’azione fluida e potente, mettevano subito sotto pressione le polacche, costrette ad alzare affannosamente il numero di colpi in acqua per tentare un’estrema difesa. Prima della boa dei 1500 metri il “quad” italiano completava il sorpasso e faceva il suo ingresso in zona medaglie. Nel finale l’Italia gestiva il rientro delle avversarie con maturità e tagliava il traguardo in terza posizione. Davanti volavano soltanto USA e Gran Bretagna, ma per la de Vincenzi era la medaglia di bronzo.

Nel doppio maschile, il friulano delle Fiamme Oro/San Giorgio, Josef Marvucic e Marco Prati campioni mondiali uscenti, pagavano, un avvio difficoltoso. Al primo rilevamento dei 500 metri l’imbarcazione azzurra transitava in sesta posizione. I due azzurri prima agganciavano e mettevano al palo la Turchia, poi impostavano la progressione: ai 1350 metri la prua italiana scavalcava anche l’Irlanda. A tre quarti di gara la zona podio distava appena un 1”7. Davanti la Germania alzava i giri del motore per contenere il rientro del Portogallo. Sembrava il varco giusto per i due azzurri, ma ai 1750 metri esplodeva la reazione dell’Irlanda che piantava un serrate devastante: Marvucic e Prati provavano a rispondere ma il controsorpasso era inevitabile. Sul traguardo il Portogallo andava a prendersi il titolo iridato precedendo la Germania. Per l’Italia resta l’amaro in bocca di un podio sfumato per meno di un secondo.

L’otto femminile con a bordo la triestina del Saturnia Vittoria Pastorelli allenata da Barbo, anche lei studentessa e vogatrice negli USA, si classificava 6° ma non sfigurava. Dopo la partenza si staccava un terzetto USA Gran Bretagna, Germania e le azzurre si tuffavano nella bagarre insieme a Olanda e Canada. Ne nasceva un testa a testa a tre, con le barche incollate fino all’ultimo. Alla fine l’Italia doveva accontentarsi del 6° posto, ma il verdetto del cronometro fotografava una prova di grande carattere:appena 1″83 dalle orange e 1″22 dalle canadesi.

In conclusione del programma mondiale le formazioni mix: nel doppio ancora un impegno per la De Vincenzi in coppia con Renzi. La prua azzurra doveva fare i conti con un trio di testa, Grecia, Romania e Germania, che viaggiava forte. Gli azzurri erano bravi a rispondere nella bagarre a centro gara, per scrollarsi di dosso l’Irlanda. Ma era la Germania che blindava il terzo posto. Davanti era una questione di centesimi: la Grecia strappava lo scettro iridato piegando la Romania per appena quattro decimi. Per l’Italia restava un quarto posto che certificava tutto il valore della coppia azzurra.
Maurizio Ustolin
ph Julia Kowacic / Canottaggio.org
















