“Generazione Canottaggio” – Clima di fiducia reciproca a Luino tra Canottieri e istituti scolastici
“Generazione Canottaggio” – Clima di fiducia reciproca a Luino tra Canottieri e istituti scolastici

Il nostro viaggio, da nord a sud, nelle società remiere pronte a sposare progetti importanti come quello delle scuole e dell’integrazione, fa tappa questa volta alla Canottieri Luino. Un circolo storico, che Lorenzo Lissoni ci ha aperto, donandoci la possibilità di capire dove, come e perché il progetto con le scuole può avere un significato importante per tutto il movimento remiero.

Da quanti anni operate con un progetto dedicato ai giovani?
“La Canottieri Luino è una delle società storicamente più attive in questo campo a livello nazionale. Il progetto che nel tempo ha avuto vari nomi dal “Remare a Scuola” al recente Studieremo in famiglia, viene portato avanti da oltre 20 anni, consolidando anno dopo anno come un appuntamento fisso nel piano dell’offerta formativa del territorio dell’alto Varesotto”.

Quali sono i punti di forza?
“Il progetto nasce dalla volontà di integrare il mondo dello sport con quello della scuola, abbattendo le barriere che spesso separano le due realtà. L’obiettivo principale è promuovere il canottaggio come strumento educativo per diffondere i valori dello sport. Un’ altra motivazione fondamentale risiede nel nostro territorio: vivendo in paesi che si affacciano sul Lago Maggiore e sul Lago Ceresio, i ragazzi hanno la straordinaria fortuna di poter praticare sport acquatici a stretto contatto con la natura. Il progetto vuole quindi spronare i giovani a vivere lo sport valorizzando i laghi come una vera e propria palestra a cielo aperto”.
I valori sono al centro dell’attenzione: su quali di essi maggiormente insistete?
“Il Canottaggio è fondamentale per lo sviluppo psico-fisico. Il canottaggio è uno sport completo che insegna la coordinazione, la resistenza, l’armonia con il proprio corpo e, soprattutto, lo spirito di squadra. Per un giovane, remare in un equipaggio significa imparare a muoversi all’interno di un sistema complesso formato da altre persone nel quale la interrelazione e il senso di appartenenza sono fondamentali: una metafora perfetta della vita sociale e civile”.

Cosa insegnate a chi avvia un percorso di crescita con voi?
“Ai giovani non insegniamo solo a muovere un remo, ma a costruire una struttura mentale che servirà loro in ogni ambito della vita.
Il canottaggio è uno sport “onesto”: non esistono scorciatoie. La tecnica del remo richiede pazienza e precisione. Imparare questa mentalità significa far capire ai ragazzi che il successo, non è un evento casuale, ma il risultato di impegno costante e rispetto delle regole. Praticare canottaggio a buoni livelli impone saper organizzare il proprio tempo. Un giovane atleta impara presto che deve saper combinare gli allenamenti con gli impegni scolastici. Lo sport diventa così un acceleratore di maturità: insegna a stabilire delle priorità, eliminando le distrazioni e valorizzando ogni ora della giornata. Chi rema impara che il tempo libero non è “tempo perso”, ma tempo conquistato attraverso l’organizzazione”.

Su quali numeri operate?
“Ogni anno il progetto coinvolge circa un migliaio di studenti dei sette istituti scolastici coinvolti. Le attività iniziano durante l’autunno e l’inverno con lezioni sui remoergometri nelle palestre scolastiche dove i tecnici della canottieri affiancano gli insegnanti, si prosegue con la partecipazione al campionato interscolastico di “Indoor Rowing” che organizziamo ogni anno a Febbraio e successivamente con le uscite in barca in preparazione delle regate scolastiche in acqua che si svolgono a Maggio”.
Gli istituti scolastici in che maniera rispondono?
“La risposta è estremamente positiva. Ormai il progetto è stabilmente parte dei programmi degli istituti di Luino, Lavena Ponte Tresa, Mesenzana, Maccagno, Dumenza, Marchirolo, Cunardo. I docenti di educazione fisica sono parte attiva del progetto collaborando con i tecnici della società”.

C’è difficoltà nell’interagire?
“Si è costruito nel tempo, e non sempre senza difficoltà, un terreno fertile. Grazie alla lunga tradizione della Canottieri Luino, alla serietà del progetto ed al supporto della Federazione Italiana Canottaggio, si è creato un clima di fiducia reciproca. La difficoltà iniziale legata alla logistica o al timore dell’acqua è stata superata con le capacità ed esperienza dei tecnici e la sicurezza delle imbarcazioni utilizzate”.
Gli obiettivi immediati e futuri quali sono?
“L’obiettivo immediato principale è quello della promozione del nostro sport e dello sport più in generale a livello giovanile, ampliando l’offerta scolastica sportiva più tradizionale con una disciplina apprezzata come il canottaggio. Questo permette di fare appassionare tanti studenti che continuano a remare anche oltre le regate scolastiche avviandosi verso lo sport agonistico, il nostro compitò è quello di saperli valorizzare, offrendo loro il supporto tecnico e umano necessario per accompagnarli verso traguardi ambiziosi, che siano i Campionati Italiani o, per i più determinati, la maglia azzurra. Ma l’obiettivo più sfidante è quello di coinvolgere gli atleti nati proprio dai progetti scolastici, a diventare parte di questo sistema in modo da essere modelli per i giovani studenti-vogatori e alimentare questo circolo virtuoso con nuove energie”.
Gianluca Atlante
















