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Festival dello Sport 2026: l’emozionante racconto del quattro di coppia

giovedì 1 Ottobre 2026

Festival dello Sport 2026: l’emozionante racconto del quattro di coppia

Sul palco del Palazzo della Regione, nell’ambito del Festival dello Sport di Trento e alla presenza di una platea caratterizzata soprattutto da studenti, è andato in scena il racconto intimo, verace e profondo del quattro di coppia campione del mondo. 

Guidati dalle domande del giornalista Claudio Arrigoni nell’incontro organizzato dalla Gazzetta dello Sport dal titolo “Remi mondiali”, i finanzieri Luca Chiumento, Giacomo Gentili, Andrea Panizza e Luca Rambaldi hanno spiegato cosa c’è dietro e dentro un equipaggio capace di dominare la scena internazionale mantenendo un’umanità autentica.

«Non ci sentiamo affatto invincibili — ha esordito Luca Chiumento —, tante nazioni prendono continuamente le nostre misure. Noi semplicemente ci proviamo e ci alleniamo duramente tutto l’anno per questo». La ricerca della perfezione passa attraverso il lavoro quotidiano e la consapevolezza dei propri limiti».

È stato poi Giacomo Gentili a sottolineare il peso e il valore del ruolo dell’atleta: «Il peso del compito definisce quello che siamo».

Sul tema della sconfitta e del rilancio ha preso parola Luca Rambaldi, che ha confessato il valore del confronto: «È stato rincuorante capire che tutti abbiamo percepito la stessa sensazione. Dopo gli Europei ci sentivamo tutti allo stesso modo. L’invincibile non è colui che non perde mai, ma colui che non vuole essere vinto. La sconfitta non ti blocca, ti spinge». Un’analisi su cui si è innestato l’intervento di Andrea Panizza, che ha individuato proprio in quel passaggio continentale la vera svolta: «Gli Europei di Varese sono stati la chiave di volta di tutta la nostra stagione».

Vivere da squadra richiede una gestione attenta degli spazi e delle energie. Tra raduni e gare, l’intesa nasce da equilibri quotidiani finissimi. Chiumento ha evidenziato che «per 250 giorni all’anno dormo in stanza con Giacomo. Fuori dalla barca, magari, ci distanziamo un po’ proprio per occupare i nostri spazi, seguire i nostri interessi personali e ritagliarci un po’ di tempo per noi stessi».

Per Panizza: «la valvola di sfogo è il giro in bici: serve per staccare completamente per qualche ora e pensare un po’ a me stesso». E Rambaldi ha aggiunto «In barca siamo distanti appena un metro e quaranta centimetri. Dare così tanto a una barca richiede energie fisiche e mentali enormi. Proprio per questo serve saper attivare un interruttore: deve esserci un “on” e un “off”».

Invitati da Arrigoni a condividere i propri punti di riferimento, i quattro azzurri hanno citato icone dello sport, colleghi e dirigenti. Rambaldi ha indicato nell’ex sciatrice Lindsey Vonn una fonte inesauribile di ispirazione per determinazione e resilienza. Panizza ha ricordato l’importanza dei maestri: «Giuseppe Moioli mi ha insegnato tantissimo. Noi cerchiamo di fare sempre il massimo per dare a nostra volta l’esempio ai più giovani». 

Chiumento ha rivolto il pensiero al canottaggio di ieri e di oggi: «La mia fonte di ispirazione è Rossano Galtarossa. L’ho seguito da appassionato quando era atleta a fine carriera e poi l’ho apprezzato enormemente da dirigente». Gentili ha infine rivelato un aneddoto legato al campione di nuoto Nicolò Martinenghi: «Mi ha dato la carica quando mi ha detto: “So che voi ci siete quando dovete esserci, nelle gare che contano davvero”».

I ricordi sono poi volati alle grandi regate parigine. Gentili ha descritto la magia del bacino olimpico: «A Parigi abbiamo vissuto emozioni fortissime sin dalle batterie, con una partecipazione di pubblico pazzesca e spalti pieni per centinaia di metri. Quel rumore costante ti incita e ti spinge a dare tutto». Un’atmosfera speciale richiamata anche da Rambaldi, che ha citato con orgoglio «la bandiera di Filippo» sventolata e condivisa sul campo di gara.

L’orizzonte, tuttavia, non guarda al passato ma al futuro prossimo. Chiumento lo ha scandito con chiarezza: «Si lavora già verso Los Angeles». In chiusura, Gentili ha racchiuso la formula del loro successo con una sintesi perfetta: «Per vincere l’allenamento è fondamentale, ma è altrettanto importante la completezza, che si raggiunge solo quando non si perde mai il gusto del divertimento».

La Galleria Foto (ph Canottaggio.org)