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Fano: parlano Fugazzotto, Mumolo, Goretti e Rodini

sabato 18 Aprile 2026

Fano: parlano Fugazzotto, Mumolo, Goretti e Rodini

Sole e spettacolo a Fano. Tanti i campioni di canottaggio beach sprint in acqua oggi sulla spiaggia marchigiana: tra loro, l’azzurro Lucio Fugazzotto (Fiamme Gialle). L’atleta messinese non passa il turno nel singolo Senior “internazionale” del Trofeo Filippi, mentre conquista i quarti nel doppio mix con Maria Elena Zerboni: “Speravo che in singolo andasse un po’ meglio però non mi butto giù, sono giovane, posso solo migliorare, non si possono fare tutte le gare al 100%. Devo perfezionare il fattore psicologico pre gara che mi penalizza molto, soffro il passaggio di categoria ma crescerò”, dice Fugazzotto, bronzo in singolo agli scorsi Mondiali Under 19 in Turchia.

Esordio positivo nel beach sprint per l’ex azzurro di canottaggio classico, Davide Mumolo (Fiamme Oro), che, anche se si ferma ai recuperi del singolo “internazionale”, si ritiene soddisfatto. “È la prima volta in questa specialità, ero curioso di provare, è molto diverso dal “flat”, il mare è stato difficile da gestire, c’era un po’ di vento, ma va bene così perché questo è uno sport di mare. L’abilità sta anche nel gestire condizioni più difficili. Io ho fatto del mio meglio”.

Entusiasmo negli occhi e nelle parole di due grandi ex azzurri del canottaggio classico, Martino Goretti (RC Erlenbach) e Valentina Rodini (Fiamme Gialle), impegnati insieme nel doppio mix, nel circuito internazionale, dove però non hanno strappato il pass per i quarti. “È stata una bella esperienza che ho deciso di fare per migliorare le mie capacità come allenatore perché sono responsabile del coastal per il mio club e sto aiutando la federazione svizzera. E poi un conto provare il beach in allenamento, un altro è affrontare la gara, dove non si sa mai come va. Volevo vedere su di me come funziona veramente questo sport”. Curiosità e grinta anche per la compagna di barca, Valentina Rodini. “In ogni gara c’è sempre qualcosa di nuovo perché si sa che questa disciplina dipende dal giorno, dal mare. Poi c’è anche una routine nelle gare e ogni volta è un tassello in più che metti nello zaino, apprendi, anche semplicemente l’impostazione della barca, l’onda e l’imprevisto”.

Speciale Trofeo Filippi 2026