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European Regions Trophy, due giorni internazionali sul Lago di Comabbio

domenica 4 Ottobre 2026

European Regions Trophy, due giorni internazionali sul Lago di Comabbio

Cinque rappresentative europee, giovani atleti Under 19 e due giornate di gare sul Lago di Comabbio per l’European Regions Trophy. La Canottieri Corgeno ha ospitato le rappresentative di Bydgoszcz per la Polonia, Berlino per la Germania, Rowing Federation of the Upper Lake Zurich per la Svizzera, Lombardia e Liguria per l’Italia, tutti Under 19 con la presenza anche di alcuni Under 17 di valore.

La rappresentativa lombarda ha partecipato con 16 atleti,  in un appuntamento internazionale che ha offerto ai giovani l’opportunità di confrontarsi con scuole remiere e realtà differenti. A vestire i colori biancoverdi sono stati Carolina Cassani e Letizia Martorana della Lario, Neve Aroldi, Aurora Gerosa e Alizee Ribolzi della Corgeno, Leonida Altair Arra e Andrea Consonni della Varese, Gianmarco Rucher della Menaggio, Nicolò Polti della Pescate, Jacopo Demolli della Milano, Amedeo Ponzini della Bellagina, Matteo Miglioli della Bissolati, Pietro Gozzi e Angelo Canali della Lario, Angelica Riva della Monate ed Emma Caratozzolo della Baldesio.

Una competizione che affonda le proprie radici molto più lontano nel tempo. A raccontarne la storia è Harry Bruhin, vicepresidente della ROZ, Ruderverband Oberer Zürichsee – Rowing Federation of the Upper Lake Zurich, tra gli organizzatori dell’evento.

“La manifestazione ha radici lontane – racconta Bruhin –. Tutto è cominciato circa cinquant’anni fa, quando alcuni canottieri tedeschi arrivarono in Svizzera per dei training camp. Lì incontrarono gli atleti svizzeri e nacque l’idea di iniziare a gareggiare insieme. In seguito si aggiunse anche una rappresentativa danese e per molti anni la competizione coinvolse queste tre realtà, con appuntamenti organizzati a rotazione nei diversi Paesi”.

Da quella prima esperienza internazionale il Trofeo ha continuato il proprio percorso fino alla formula attuale. A Corgeno sono state cinque le rappresentative presenti: Bydgoszcz per la Polonia, Berlino per la Germania, Rowing Federation of the Upper Lake Zurich per la Svizzera, Lombardia e Liguria per l’Italia.

“La manifestazione sta crescendo e questo la rende sempre più interessante – spiega ancora Bruhin –. In futuro sarebbe bello coinvolgere anche un’altra rappresentativa, magari la Toscana: abbiamo sei corsie e arrivare a sei partecipanti permetterebbe a ciascuno di avere la propria”.

Anche la scelta del Lago di Comabbio ha raccolto il suo apprezzamento. Bruhin aveva visitato Corgeno già all’inizio dell’estate per lavorare insieme al Comitato Lombardia agli aspetti organizzativi dell’evento. “È un paradiso – commenta -. È davvero bellissimo: l’acqua è perfetta, c’è un’ottima visuale e, pur essendo un lago piccolo, ci sono gli spazi necessari per organizzare bene le squadre”.

Il significato dell’European Regions Trophy, però, va oltre il risultato delle singole gare. Per la federazione dell’Alto Lago di Zurigo rappresenta soprattutto un’opportunità internazionale da offrire a giovani che si allenano con continuità e hanno raggiunto un buon livello, anche quando non riescono ancora a entrare nella squadra nazionale svizzera.

“Abbiamo molti giovani forti e preparati, ma non tutti possono arrivare alla Nazionale – spiega Bruhin –. Si allenano ogni giorno e vogliamo dare loro qualcosa in cambio di questo impegno: la possibilità di andare in un altro Paese e partecipare a una competizione internazionale. Per loro essere qui è importante e per noi significa offrire una motivazione in più”.

Il confronto tra realtà differenti passa anche attraverso i rispettivi modelli sportivi. Secondo Bruhin, i sistemi di allenamento tendono ormai ad assomigliarsi perché tecnici e federazioni conoscono e condividono metodologie sempre più simili, mentre a fare la differenza sono soprattutto le dimensioni del movimento e il contesto nel quale crescono gli atleti. Berlino, ad esempio, può contare su un bacino molto ampio di club e quindi su maggiori possibilità di selezione rispetto alla Svizzera.

Per i giovani svizzeri una delle difficoltà è inoltre conciliare l’attività agonistica con studio e formazione professionale. “A 18 o 19 anni arriva il momento in cui molti devono decidere quanto continuare a investire nello sport e quanto concentrarsi sulla propria professione – osserva Bruhin –. In Svizzera il lavoro e la formazione hanno un peso molto importante”. A incidere sono anche il servizio militare e le risorse economiche necessarie per sostenere un’attività come il canottaggio, disciplina costosa e con possibilità professionistiche limitate.

Lo spirito dell’European Regions Trophy è emerso con particolare evidenza nelle ultime gare del programma. Otto, quattro di coppia e doppio sono stati formati mescolando gli atleti delle diverse rappresentative, con equipaggi composti da ragazzi e ragazze provenienti da Paesi e società differenti.

Sulle stesse barche si sono così ritrovati colori, lingue e appartenenze diverse, trasformando le prove conclusive in un momento di incontro oltre che di competizione. Un tripudio di body e colori che ha chiuso due giornate internazionali sul Lago di Comabbio restituendo anche visivamente il senso di un Trofeo nato circa cinquant’anni fa proprio dall’incontro tra giovani canottieri di Paesi diversi.

Consulta i risultati su Canottaggio Service

Le foto sono disponibili in due fotogallery di Roberto Porrini:

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Maria Cristina Coppola
Responsabile Comunicazione – FIC Lombardia