C’era una volta lo sport… Bruno Cipolla e la firma di Saragat
C’era una volta lo sport… Bruno Cipolla e la firma di Saragat
Vi proponiamo oggi un’intervista rilasciata dal timoniere campione olimpico di Città del Messico 1968, Bruno Cipolla, al Corriere del Veneto.

Bruno Cipolla: «Dopo la vittoria ai Giochi del 1968 saltai scuola. La giustificazione? La firma di Saragat»
Ad ascoltarla oggi la storia di Primo Baran, Renzo Sambo (scomparso nel 2009) e Bruno Cipolla ha il sapore della favola.
È una storia da «c’era una volta lo sport…». I vincitori dell’Olimpiade del 19 ottobre 1968 nella «due con» di canottaggio erano dilettanti allo stato puro: lavoricchiavano o, come il giovanissimo Cipolla, andavano a scuola. Gli allenamenti li facevano solo quando c’era tempo per farli e poi erano anche senza un vero allenatore. Insomma, erano atleti fai-da-te che tra le altre cose dovevano fare i conti con un fiume, il Sile, che non era proprio un gran «campo» di allenamento : stretto e tortuoso. Per questo vennero presto soprannominati i «vogatori de fosso» e all’epoca Gianpiero Galeazzi li prendeva in giro dicendo: «Questi vincono pur non avendo, dove si allenano, l’acqua sotto la barca». Tra i protagonisti di questa fiaba anche il giovane Bruno Cipolla che, nell’età in cui i ragazzini ballavano i lenti nelle taverne di quei villini figli del primo boom economico, si cucinava al sole o si congelava le mani dentro ad una barca. «Avevo 14 anni e mi piaceva l’atletica leggera – racconta Cipolla – . Ero magro ed ero un buon mezzofondista. Un amico mi disse che cercavano un timoniere e, più per curiosità che altro, andai a provare. Mi allenavo tutti i giorni, mi impegnavo, ero puntuale e queste caratteristiche colpirono Primo Baran e Renzo Sambo che erano appena rientrati dai mondiali. Cercavano un nuovo timoniere e così scelsero me».
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ph Corriere del Veneto
















