“Generazione Canottaggio” – Gli orizzonti nell’arte e nel sociale di Antonio Vicino
“Generazione Canottaggio” – Gli orizzonti nell’arte e nel sociale di Antonio Vicino

Campione del mondo in acqua, remando verso la gloria sempre e comunque, ma soprattutto fuori il bacino di gara, perché è proprio lì che il proprio io, votato al battito del cuore sempre e comunque, fa la differenza in positivo. Antonio Vicino è il prototipo di campione che tutti vorrebbero avere come vicino della porta accanto: bravo e, soprattutto, disponibile al dialogo, al tendere una mano, se non tutte e due, a chi ne ha più bisogno o che, comunque, necessita di una parola amica e di un supporto, morale e non, per cambiare il corso della propria vita.

Trent’anni, compiuti il 24 gennaio scorso, di Napoli, in forza alla Marina Militare di Sabaudia, Antonio è votato al mondo del remo, così come a quello dell’arte sottoforma di sociale e azione civile complice l’attività con la “Festa delle 7 arti”, un movimento fondato dall’artista, regista e attivista Francesca Chialà, che riunisce musicisti, sportivi, ballerini, cantanti, attori, architetti, scrittori, poeti, pittori per promuovere i diritti umani, sociali e ambientali.

“Il tempo per allargare i propri orizzonti visivi e mentali si trova, eccome se si trova – ha tenuto a precisare Antonio – A patto che le cose siano sentite e volute. Il canottaggio mi porta via tanto tempo, sono un atleta azzurro che sta lavorando sodo con obiettivo Los Angelis 2028, ma ci deve, almeno per me, essere altro tempo per far capire che il mondo dello sport, in questo caso del canottaggio, può essere d’aiuto, d’esempio, invogliare a cambiare in meglio il proprio modo di vivere, lo stato in cui una persona si trova.

Lavorare per migliorare la vita a chi, come le donne che hanno vinto e voglio vincere la battaglia contro il tumore al seno o essere d’esempio nella lotta al bullismo e al cyberbullismo, è un qualcosa che mi inorgoglisce, che mi rende un uomo migliore. La riqualificazione dei fiumi, così come dei mari, è un qualcosa che mi sta particolarmente a cuore, se non altro perché l’acqua è un elemento fondamentale nel mio percorso di vita”.

Performance artistiche di Body Painting, Musica, Canto, Danza, Arti Visive, Fotografia, Art Design, creativamente intrecciate a performance sportive di Arti Marziali, Yoga, Nuoto, Canottaggio, Canoa, in questo modo la “Festa delle 7 arti”, sono un qualcosa che gli appartiene: “Momenti in cui ti approcci con cose lontane dal tuo mondo, ma che facilmente s’intersecano – ha proseguito Vicino – Trovo giusto ed opportuno allargare i miei orizzonti, è una cosa che penso da sempre e che, nei momenti in cui l’attività remiera me lo consento, cerco di sviluppare”.

I diritti umani e civili sono molto più che un semplice pane quotidiano del quale cibarsi, anche e soprattutto per dare un seguito alla sua laurea in Economia e all’ultimo Master portato a termine alla “Carlo Azeglio Ciampi” che rappresentano presente e immediato futuro nonostante ci siano ancora i remi di mezzo. L’obiettivo è stimolare, attraverso le 7 ARTI e le diverse discipline sportive, l’impegno civico e istituzionale, facendo collaborare concretamente artisti, sportivi, cittadini, Associazioni, Scuole e Istituzioni.

La “Festa delle 7 arti e degli SPORT è un reale esempio di costruzione di un nuovo modello di rinascita del senso civico, di trasformazione sostenibile e partecipata della società attraverso i diversi sport e le 7 arti. “Una cosa, ti fa star meglio, ti porta a vedere, anche il tuo mondo, la singola performance, l’obiettivo da raggiungere – ci ha spiegato Vicino – in un altro modo. A me dà modo di completarmi, ecco perché il tempo, ritengo giusto, di trovarlo sempre. Essere partecipe in prima persona per migliorare la vita di altri, partendo dal fatto che la tua, è quanto di meglio tu potessi chiedere, è un qualcosa che mi fa star bene”.
Gianluca Atlante
















