Progetto “Remare in libertà” Federazione Italiana Canottaggio – Regata nazionale 21 giugno 2024 Canottieri Varese

martedì 18 Giugno 2024

Si concluderà il 21 giugno a Varese il progetto “Remare in libertà” con la regata nazionale della Federazione Italiana Canottaggio cui parteciperanno anche i minori e giovani adulti in carico ai Servizi della Giustizia Minorile che hanno frequentato le attività remiere in area penale esterna o durante la detenzione. L’iniziativa, finanziata dal Dipartimento per lo Sport del Ministero per lo Sport e i Giovani, rientra nell’ambito dei consistenti investimenti finalizzati a sostenere percorsi di inclusione sociale e al contrasto del fenomeno della devianza giovanile sul territorio nazionale, attraverso la formazione e la pratica sportiva, ha offerto dal mese di febbraio del 2023 circa 650 corsi di pratica sportiva remiera riservata ai minori e giovani adulti (dai 14 ai 25 anni) del circuito penale.

Alla gara parteciperanno 46 ragazzi, provenienti dalle regioni Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Umbria, Campania e Sicilia, che andranno a formare i 22 equipaggi in gara composti ciascuno da 4 o 5 atleti selezionati dai tecnici delle società remiere in accordo con i Servizi della Giustizia Minorile. Sono stati coinvolti 29 Uffici di Servizio Sociale per i minorenni, 6 Istituti Penali per i minorenni (Bari, Palermo, Torino, Firenze, Treviso, Catania), la comunità ministeriale di Reggio Calabria e le comunità educative del privato sociale per le quali è stato consentito l’inserimento anche dei ragazzi sottoposti a provvedimento civile e in carico ai servizi socio sanitari degli Enti Locali.

“Dal 2023 ‘Remare in libertà’ ha offerto a circa 300 minori e giovani adulti sottoposti a procedimenti e provvedimenti penali la pratica sportiva remiera presso gli Istituti Penali per i minorenni, con attività indoor utilizzando simulatori di voga (remoergometri, ndr) – sottolinea Maria Calore, Funzionario di servizio sociale del Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità, che aggiunge – mentre le attività outdoor a terra e in barca si sono svolte presso le società remiere ed erano riservate a coloro che usufruiscono di misure penali di comunità, di messa alla prova o autorizzati a partecipare ad attività esterne all’Istituto penale ai sensi dell’art. 21 dell’Ordinamento penitenziario. Una grande iniziativa che, grazie al lavoro di tutti, è stata sviluppata dalla Federazione Italiana Canottaggio la quale, nell’accettare la sfida di avvicinare la pratica remiera i minori e giovani adulti del circuito penale, ha contribuito al successo dell’iniziativa e dei percorsi di risocializzazione di questi ragazzi”.

Per ciascun corso sono state garantite due ore settimanali di attività, la presenza di una figura educativa con una funzione di accompagnamento e il trasporto per favorire l’accessibilità alle società remiere da parte dei ragazzi. “Lavorare per questi ragazzi, che hanno avuto qualche problema nel loro percorso di vita, ci ha gratificato molto ed ha consentito di aprire le nostre società, in maniera inclusiva, alle persone in carico ai Servizi della Giustizia Minorile – afferma Giuseppe Abbagnale, Presidente della Federazione Italiana Canottaggio, che prosegue dicendo ancora – sono molto grato ai dirigenti e al personale del Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità che ha contributo allo sviluppo e alla buona riuscita di tutto il progetto ‘Remare in Libertà’ divenuto, durante tutto il periodo, un fiore all’occhiello delle progettualità federali rese possibili grazie ai finanziamenti ricevuti attraverso Sport e Salute. Un successo corale raggiunto grazie al lavoro di tutti gli attori”.