Parigi 2024. A tu per tu con i protagonisti delle qualificazioni: due senza maschile Codato e Comini
Parigi 2024. A tu per tu con i protagonisti delle qualificazioni: due senza maschile Codato e Comini

Gli echi del Mondiale di Belgrado sono ancora udibili e, in vista dell’imminente ripartenza verso la prossima fondamentale stagione, sentiamo le emozioni di chi ha qualificato le barche azzurre per i Giochi di Parigi 2024. Un “botta e risposta”, quindi, che seppur a distanza ci fa ancora di più conoscere i nostri beniamini. Partiamo dal due senza Senior maschile di Giovanni Codato e Davide Comini (Fiamme Oro), ai quali iniziamo a chiedere:

Avete qualificato la barca per i Giochi, è stata un’impresa o un obiettivo raggiunto? Codato: “Qualificare la barca ad un’Olimpiade è quasi sempre un’impresa, soprattutto in questo caso, dove sia io che Davide siamo alle prime armi con la squadra olimpica. Per me era l’obiettivo cardine di oltre un anno di lavoro intenso e ad alto livello”. Comini: “E’ stato un obiettivo raggiunto, perché sia io che Giovanni credevamo molto in questa sfida, e nell’opportunità che il DT e gli allenatori ci hanno dato”.

Come state vivendo questo momento? Codato: “Solo in questi giorni ho realizzato davvero cosa abbiamo fatto, e sono proiettato a fare ancora meglio per centrare il prossimo, grande obiettivo”. Comini: “Vivo ancora il momento della finale B, quando ho tagliato il traguardo è stato bello e ripagante di un anno di sacrifici. Sappiamo bene però che per tenerci il posto dovremmo allenarci al massimo, e farci trovare sempre pronti”.

Se ti chiedo Parigi 2024 cosa immagini? Codato: “Per ora immagino la bellezza di un evento di tale portata, e l’atmosfera in generale che potrei respirare alla manifestazione più importante alla quale un atleta può ambire di partecipare”. Comini: “Non so davvero cosa aspettarmi. Ascoltando varie esperienze, capisco che un’Olimpiade è diversa dai Mondiali, ma non cambia il fatto che quando si è lì, lo si è per dare il proprio massimo, anche perché partecipare ai Giochi è la massima aspirazione di ciascun atleta”.
















