Parigi 2024. A tu per tu con i protagonisti delle qualificazioni: doppio Pesi Leggeri maschile Soares e Oppo
Parigi 2024. A tu per tu con i protagonisti delle qualificazioni: doppio Pesi Leggeri maschile Soares e Oppo

È la volta del doppio Pesi Leggeri maschile di Gabriel Soares (Marina Militare) e Stefano Oppo (Carabinieri) raccontare le emozioni dell’aver qualificato la barca per i Giochi Olimpici di Parigi 2024. Una qualificazione cui ha fatto seguito la vittoria della medaglia di bronzo iridata assoluta, ennesimo podio per una specialità in cui l’Italia non sbaglia un colpo ormai dal 2017.

Una striscia di successi lunga sette anni per il doppio Pesi Leggeri maschile italiano, e ora anche la qualificazione olimpica, come vi sentite ad aver garantito alla barca di essere ai Giochi? Soares: “Le sensazioni per aver qualificato la barca, a distanza di giorni, le sento ancora forti. Abbiamo lavorato tanto ed è stato bello aver raccolto i frutti degli allenamenti svolti nel corso della stagione. Aver qualificato la barca per i Giochi vuol dire poter continuare a lavorare per un grande obiettivo, e ci sprona a fare sempre meglio per il prossimo inverno”. Oppo: “Sono orgoglioso di essere uno degli artefici di questi successi. L’Italia ha sempre avuto una grande storia in questa specialità, e sono onorato di aver contribuito in questi sette anni. La qualifica per i Giochi è sempre un qualcosa di magico, mi spinge a fare sempre meglio per tornare ai Giochi e vivere le gare tra i protagonisti”.

Come state vivendo questo momento? Soares: “E’ la mia prima volta, è la prima volta che qualifico una barca. È tutto nuovo, sono sensazioni nuove, ed è davvero una bella esperienza”. Oppo: “Mi sono goduto un po’ di meritate vacanze, ma c’è la voglia di tornare in acqua per lavorare al meglio in vista dell’obiettivo 2024”.

Se ti chiedo Parigi 2024 cosa immagini? Soares: “Immagino quel canale, gli spalti gremiti, un bellissimo evento, mi dà l’idea di un qualcosa di grande. Una cosa alla quale non ho mai preso parte, un evento a sé tra tutti gli eventi. Immagino un qualcosa di indimenticabile”. Oppo: “Faccio fatica a pensarci ora, e in questo momento non voglio fare nemmeno castelli in aria. Penso che la cosa migliore sia lavorare per quel sogno e farsi trovare pronti. Sia Rio che Tokyo nella loro diversità sono state magiche, Parigi potrebbe esserlo ancora di più…”.
















