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Quattro con PR3 Misto: “si riparte da tre” per tornare tra le grandi nazioni del canottaggio paralimpico

martedì 24 Agosto 2021

Quattro con PR3 Misto: “si riparte da tre” per tornare tra le grandi nazioni del canottaggio paralimpico


TOKYO, 24 agosto 2021 – “Chelle ch’è stato è stato…basta, ricomincio da tre” con questa frase pronunciata da Gaetano nel celebre film del 1981, di Massimo Troisi, vogliamo iniziare a trattare l’ammiraglia del canottaggio paralimpico partendo proprio dalle tre partecipazioni ai Giochi, le sole proprio perché il canottaggio alle Paralimpiadi è arrivato piuttosto tardi, solo nel 2008. Ed è proprio a Pechino 2008 che questa barca sale sul gradino più alto del podio, sulla distanza dei 1000 metri, grazie all’alchimia creata da Paola Grizzetti insieme a Luca Agoletto, Daniele Signore, Paola Protopapa, Graziana Saccocci e Alessandro Franzetti al timone che, con autorevolezza e compattezza, si mettono alle spalle, rispettivamente, Israele e Corea ed entrano nella storia dell’Italia del canottaggio. Un successo senza precedenti che ha contribuito a dare una forte spinta a tutto il movimento del pararowing.


Dall’oro del 2008, con alterne vicende a livello paralimpico, sono arrivate le partecipazioni di Londra 2012, quinto posto con la formazione Mahila Di Battista, Andrea Marcaccini, Pierre Calderoni, Florinda Trombetta, Alessandro Franzetti (timoniere), e di Rio de Janeiro 2016, 10° classificato con la formazione Valentina Grassi, Tommaso Schettino, Luca Lunghi, Florinda Trombetta, Giuseppe “Peppiniello” Di Capua (timoniere). Una barca che, negli anni, si è sempre evoluta e rinnovata fino ad arrivare alla formazione attuale con la quale, ai mondiali di Linz nel 2019, arriva la qualificazione paralimpica e pure la medaglia di bronzo iridata. Greta Elizabeth Muti, Alessandro Brancato, Lorenzo Bernard, Cristina Scazzosi e Lorena Fuina al timone, seguiti dal capo allenatore Giovanni Santaniello, riescono nell’impresa di qualificare, per la prima volta nella storia del pararowing, l’equipaggio sulla distanza dei 2000 metri.


Nell’anno della pandemia, il 2020, questi cinque atleti entrano nella storia remiera italiana grazie al titolo Continentale vinto nella prima edizione dell’Europeo Pararowing, mentre quest’anno, agli Europei di Varese, sono quinti dietro a Gran Bretagna, Olanda, Francia e Polonia, nazioni tutte presenti a Tokyo con quelle stesse formazioni. Cinque ragazzi che, comunque, vogliono coronare il loro sogno paralimpico perseguendo un unico obiettivo, ma con diverse motivazioni, come ci dice Lorenzo Bernard il quale ritiene che: “Lo sport è medicina: dopo l’incidente mi ha dato una mano a venirne fuori. Avendomi dato degli obiettivi da raggiungere non mi ha fatto pensare più di tanto alle conseguenze dell’incidente”; o come Alessandro Brancato che ritiene, invece, che “Lo sport mi ha aiutato a riscoprire tante cose che prima davo per scontate. Oggi sono innamorato delle sensazioni che si provano quando sei in barca”. Greta Elizabeth Muti, la capovoga, non ha dubbi nell’ammettere che, invece, per lei “Lo sport è equilibrio, sia per il corpo che per la mente, e del canottaggio amo il contatto con l’acqua”.


Cristina Scazzosi, che oltre al sogno di ottenere un grande risultato a Tokyo vorrebbe diventare mamma, del canottaggio dice che: “Non ho scelto io questa disciplina, è stata lei a scegliere me e poi i miei allenatori mi hanno insegnato a vivere in gruppo e a resistere alle difficoltà”. Ed a concludere non poteva mancare il pensiero della timoniera Lorena Fuina, amica, complice e allenatrice in barca che considera lo sport “Uno stile di vita, e se otteniamo un risultato importante ai Giochi lo dedicherei a me, per tutti i sacrifici che ho fatto per arrivare fino a Tokyo”. Tutti ottimi propositi, ma i nostri portacolori dovranno stare attenti agli attacchi che arriveranno dalla pericolosissima Gran Bretagna, da anni dominatrice della specialità, campione paralimpica a Londra 2012 e Rio 2016, campione europea 2021 e campione del mondo 2017, 2018 e 2019; dagli Stati Uniti, argento a Rio 2016 e argento iridato nel 2017, 2018 e 2019, e dalla Francia, bronzo iridato 2018 e argento agli Europei 2021. Negli ultimi mesi la formazione azzurra ha migliorato ulteriormente e ora non resta che vederla all’opera sulle acque del Sea Forest Waterway fra solo tre giorni. Forza Azzurri
 

L’ITALIA ALLE PARALIMPIADI NEL QUATTRO CON PR3 MISTO

         

OLIMPIADE

 

EQUIPAGGIO

 

RISULTATO

Pechino 2008

 

Luca Agoletto, Daniele Signore, Paola Protopapa, Graziana Saccocci, Alessandro Franzetti (timoniere)

 

ORO

Londra 2012

 

Mahila Di Battista, Andrea Marcaccini, Pierre Calderoni, Florinda Trombetta, Alessandro Franzetti (timoniere)

 

5° Classificato

Rio 2016

 

Valentina Grassi, Tommaso Schettino, Luca Lunghi, Florinda Trombetta, Giuseppe “Peppiniello” Di Capua (timoniere)

 

10° Classificato

Tokyo 2020

 

Greta Elizabeth Muti, Alessandro Brancato, Lorenzo Bernard, Cristina Scazzosi, Lorena Fuina (timoniere)

 

 

LEGENDA PARAROWING
PR3: l’atleta utilizza tutto il corpo: gambe, tronco e braccia. Appartengono a questa categoria atleti ed atlete non vedenti, amputati ad un arto o con altre minime disabilità fisiche.

Foto in acqua: ph G.Crozzoli/Canottaggio.org; foto a terra: ph A.Cama/Canottaggio.org

La scheda di Cristina Scazzosi
La scheda di Lorenzo Bernard
La scheda di Alessandro Alfonso Brancato
La scheda di Greta Elizabeth Muti
La scheda di Lorena Fuina

Il Quattro con PR3 Misto per immagini (ph G.Crozzoli/Canottaggio.org)

Speciale XVI Paralimpiadi – Tokyo 2020NE