Martini: Henley, una gara senza tempo
Martini: Henley, una gara senza tempo

TRIESTE, 14 agosto 2021 – Istituita il 26 marzo 1839, la Henley Regatta è il più importante e tradizionale evento di canottaggio al mondo, al di fuori dei campionati per squadre nazionali e si tiene ad Henley-on-Thames, ad un centinaio di km da Londra. L’evento dura 5 giorni dal mercoledì alla domenica ed è una gara ad eliminazione diretta su un percorso di 1 miglio e 550 yarde (2112 metri). E’ ad invito e quest’anno è stato il triestino Simone Martini, a partecipare alla Diamond Challenge Sculls (la prova riservata ai singoli), lo sculler che nel 2019 qualificò la sua specialità ai Giochi Olimpici di Tokio. La Henley è considerata parte della stagione sociale inglese ed il parterre ad esempio, ha codici di abbigliamento molto rigorosi.

Racconta Martini: “Henley è una gara senza tempo. L’ho sempre vista da fuori e mi son sempre posto l’obiettivo di parteciparvi.” racconta entusiasticamente Simone, “ E solo ora capisco tanti racconti e garantisco che è tutto vero. E’ come stare in un altro mondo. Hai il pubblico per tutti gli ultimi 500 metri e tutti “sanno” di canottaggio. Sono molto contento di aver avuto la possibilità di venire ad Henley quest’anno, nonostante tutte le limitazioni legate al COVID. Sono stato fortunato perchè pochi giorni prima dell’evento sono cambiate le regole in Gran Bretagna per quanto riguarda la quarantena, ed ho potuto venire senza dovermi fare i 5 giorni chiuso in casa, dovrò farla al mio ritorno, ma penso ne valeva la pena.

Sono stato colpito dalla ospitalità dell’organizzazione inglese, sono stati molto disponibili con me: mi era stato raccontato di questo, ed è tutto vero. Tutti mi hanno detto che quest’anno la Henley Regatta era un po’ ridimensionata, però posso assicurare, io che non ci sono mai stato, che si respirava un’aria totalmente diversa da una gara internazionale e devo ringraziare l’organizzazione per il supporto che mi hanno dato in questi giorni, e anche prima della mia partenza. La mia gara, il singolo è un “neck by neck” (spalla a spalla; n.d.r.), una gara diversa, sull’avversario ed alla fine sei tu e lui. Io non mi aspettavo una gara così e il singolista contro il quale ho gareggiato è stato molto bravo e pronto a riuscire alla fine a rientrare negli ultimi metri ed a battermi. Quello che uno non considera è che la gara è 1 minuto e mezzo più lunga dei tradizionali 2000 metri, ti sembra sia poco di più perchè sono solo 120 metri, però le condizioni del fiume, la corrente contro, ed il vento contro fanno si che la regata sembri invece 3 o 400 metri più lunga.

Quindi è questo che tu percepisci, e va impostata una preparazione atletica diversa rispetto a quella che noi facciamo di solito per i 2 km. Henley rappresenta una bella esperienza anche da quel punto di vista, provare a confrontarsi in un modo diverso dal solito. Sarebbe bello provare a portare il format in maniera promozionale anche dalle nostre parti, perchè la sensazione anche per un atleta è stata molto piacevole. Il tabellone dei match sembra più un qualcosa di tennistico, io cercavo di confrontarlo sempre con il tennis, perchè viene creato un tabellone in cui hai uno schemino ed alla fine sei tu contro il tuo avversario. Quindi molto più simile al tennis che al nostro canottaggio. Ho parlato in precedenza con qualche tennista e con un boxeur e raccontavano che la difficoltà è l’affrontare un avversario che può essere nelle condizioni ottimali o meno, e sta a te provarlo sul campo.”
Maurizio Ustolin
















