Fine settimana tra premiazioni e gare per gli atleti Speciali della STC Adria 1877
Fine settimana tra premiazioni e gare per gli atleti Speciali della STC Adria 1877

TRIESTE, 07 settembre 2021 – Trascorrere dei giorni con gli Special Olympics ti arricchisce dentro, e l’esperienza del week end passato ha contribuito ad imparare lezioni di vita assieme a lezioni di sport con il gruppo dei disabili mentali che si dedicano al canottaggio provenienti da Roma, San Miniato, La Spezia, Torino ed ovviamente gli atleti Speciali della STC Adria 1877 che da 15 anni si dedica all’attività remiera con questi ragazzi. Un fine settimana indimenticabile che partiva dai riconoscimenti agli Special ricevuti venerdì mattina alla Comunità Greco Orientale, dove al gruppo del Pontile Istria veniva consegnato dalle mani di Antonio Sofianopulo, presente il Presidente Stelio Ritzos, il premio Masaraki, Sgourdeos, Zaffiropulo, per l’attività 2020, mentre nella stessa mattinata, venivano ricevuti dal sindaco di Piazza e dal Presidente del Consiglio Comunale Panteca, nel Salotto Azzurro del Comune di Trieste, dove un riconoscimento veniva assegnato a Luciana Sardo, l’allenatrice che sin dall’inizio, con grande capacità, ha istruito ed appassionato al canottaggio un numero crescente di ragazzi e ragazze.

La giornata si concludeva con la conferenza stampa nella sala dell’Adria, dove veniva presentato dal Presidente Pregara assieme alla Sardo, a Ferrin Presidente de Il Cenacolo e D’Ambrosi consigliere nazionale FIC, il 1° Trofeo Patrizia Brandolin, all’interno della Gara Nazionale che oramai per tradizione si svolge a Trieste a settembre, a ricordare una delle prime atlete del gruppo, recentemente scomparsa, e che oggi conta una ventina di praticanti dediti alla voga. Le giornate del canottaggio remato iniziavano sabato mattina sulla terrazza dell’Adria, dopo il giuramento dell’atleta S.O., con le prove di indoor rowing sia individuali che di staffetta, sorretti da un pubblico caloroso che seppur a distanza come vuole la normativa antiCOVID, incoraggiavano gli atleti, nella disputa di batterie e finali, con premiazioni conclusive per tutti.

In serata il circuito degli Special Olympics si trasferiva a San Giorgio di Nogaro, dove domenica mattina sulle gig a 4 con un partner al timone ed uno nell’equipaggio, si cimentavano sul fiume in gare vere e proprie con tutte le difficoltà del caso, il vento, la direzione, il ritmo, l’assieme, superate brillantemente a pieni voti, ma con un valore aggiunto quando l’aiutarsi, l’incoraggiarsi non è insegnato ma spontaneo. Allenatori ed atleti dove la disabilità è cosa nota ma inclusa attraverso lo sport, e proprio dall’essere considerati veri atleti quali poi lo sono, la risposta è quella di un atleta che rispetta il giuramento degli Special Olympics: “Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze.”
Maurizio Ustolin
















