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Il Prof. Antonio Spataro fa il punto sul ritorno agli allenamenti da parte degli azzurri

lunedì 18 Maggio 2020

Il Prof. Antonio Spataro fa il punto sul ritorno agli allenamenti da parte degli azzurri


ROMA, 18 maggio  2020 – Pubblichiamo un’altra intervista, realizzata da Franco Morabito. Questa volta a parlare è il prof. Antonio Spataro, Presidente della Commissione Medica della Federazione Italiana Canottaggio e Direttore dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del Coni. Ma leggiamo quello che il Sanitario ha risposto alle domande dell’articolista: questa pandemia ha cambiato il modo di fare lo sport. Quali sono le specificità del canottaggio rispetto alle altre discipline? “Il canottaggio è uno sport che si pratica all’aria aperta e permette di vogare in barca singola. L’allenamento al remoergometro può svolgersi in spazi aperti e distanziati”. Quali ritiene che siano le maggiori difficoltà che possano incontrare i vogatori alla ripresa dell’attività agonistica? “Dopo un così lungo periodo di ridotta, o assente, attività fisica si registrano profonde modificazioni strutturali e funzionali a livello di tutto l’organismo. La capacita cardio-polmonare, parametro fondamentale per la prestazione del canottiere, subisce nell’arco di 4 settimane una riduzione di circa il 15-20%. Per non parlare della riduzione della forza e potenza muscolare e dell’aumento della massa grassa”.


Le norme di sicurezza (distanza, mascherine) che si dovranno usare anche ora che gli atleti hanno avuto il parziale via libera al ritorno agli allenamenti, come potranno essere compatibili in uno sport come il canottaggio che si basa soprattutto su equipaggi multipli? “La mascherina non è certo raccomandata durante la pratica del canottaggio. In questa primissima parte non si potrà vogare in equipaggi multipli, anche se Il rischio di contagio tra gli atleti in barca è basso”. Dopo il lungo periodo di clausura e gli allenamenti solitari casalinghi, quanto tempo ci vorrà perché gli atleti, in particolare quelli di vertice che fanno parte del gruppo olimpico, possano tornare ai livelli pre-Covid-19? “Penso che dovremmo prevedere un periodo di ricondizionamento atletico di circa 30 giorni, sempre che gli atleti abbiamo fatto l’attività prescritta dalla direzione tecnica, per riportare a livelli massimi la fase aerobica ed anaerobica, il tono muscolare, l’equilibrio muscolo scheletrico e la flessibilità”.


I protocolli sanitari che cosa prevedono per accertarsi continuamente delle loro condizioni di salute e del fatto che non siano positivi? “Il presupposto iniziale è quello di valutare, preventivamente, lo stato di salute e verificare se sono necessari controlli clinici e strumentali, soprattutto in chi è risultato positivo al COVID-19 o nei pauci sintomatici. Inoltre pianificheremo una sorveglianza e una monitoraggio degli atleti a mezzo del nostro personale medico, onde contenere il rischio di diffusione del Virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici e gli accompagnatori”. E, quando non saranno in raduno, come dovranno comportarsi per evitare il rischio di venir contagiati? “Il messaggio che dobbiamo far passare deve essere chiaro sul tipo di comportamento da seguire. Il Ministero della Salute ha redatto alcune semplici raccomandazioni per contenere il contagio da COVID-19 a cui dovranno attenersi scrupolosamente. Il nostro Staff sanitario sarà a disposizione 24/h su 24/h per qualsiasi problema o consiglio”.

Franco Morabito