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Focus sulle Società Remiere: la Società Canottieri Sebino

venerdì 28 Agosto 2020

Focus sulle Società Remiere: la Società Canottieri Sebino


ROMA, 28 agosto 2020 – Da Trieste oggi ci spostiamo a Lovere, in provincia di Bergamo, per andare a conoscere la Società Canottieri Sebino presieduta da Angelo Zanotti. È un sodalizio tra i più antichi, nato nel 1908, su iniziativa di un “comitato per le feste sportive” con sede sul lago d’Iseo a Lovere, appunto, uno dei Borghi più belli d’Italia. Per la sua attività secolare è stata insignita della Stella d’Oro del CONI al merito sportivo ed ha come motto: “Ab undis virtus et vita” che significa “dalle onde il coraggio e la vita”. La SC Sebino vince il suo primo titolo italiano, in due jole, nel 1926, partecipa agli Agonali del Remo, con buoni risultati. Nel 1948 partecipa alle Olimpiadi e nel 1951 vince il titolo europeo e porta a casa due ori nei Giochi del Meditteraneo. Negli anni seguenti la Sebino continua a mietere successi fino ad arrivare ai risultati di prestigio ottenuti negli ultimi anni in ambito internazionale. come l’argento vinto ai mondiali del 2019 nel pararowing da Maryam Afgei nel due senza.


La SC Sebino è, quindi, un luogo ideale, per le persone del posto, dove poter remare a livello agonistico o amatoriale, immersi in un contesto naturale unico con vista sull’Adamello, la Val Camonica, il Guglielmo e la Corna Trentapassi. Insomma una realtà remiera immersa in un ambiente giovane, cordiale e con un ricco calendario di eventi tutto l’anno. Ma, senza indugiare oltre, iniziamo a dialogare con il Presidente Zanotti al quale chiediamo, anche in considerazione del “martirio” che ha avuto il suo territorio, che strascichi ha lasciato nella sua società la pandemia da Covid-19 e la conseguente quarantena? “Il lockdown ci ha colti in un momento di particolare difficoltà per la nostra Società poiché era, e lo è tuttora, impegnata nel lavoro di riorganizzazione, consolidamento e accrescimento di esperienza della area tecnica completamente ringiovanita con nuove leve.


I nostri allenatori erano impegnati nella promozione presso le scuole per accrescere il numero di praticanti da avviare all’agonismo, soprattutto tra i giovanissimi, in modo da riorganizzare un nuovo ciclo. Purtroppo a questo, nei primi mesi del 2020, si è aggiunta la scomparsa del nostro Direttore Tecnico Carlo Babaglioni, punto di riferimento per i nostri allenatori, figura insostituibile e artefice dei nostri ultimi successi. La chiusura totale, subito decisa dal consiglio Direttivo, ha cancellato completamente ogni iniziativa ed in particolare tutti i numerosi corsi scolastici gestiti con gli Istituti locali, le attività con le associazioni di Disabili del territorio e tutti i corsi dedicati al pubblico ricreativo. In sostanza sono state azzerate la maggioranza delle entrate che costituiscono il bilancio. I giovani atleti si sono trovati spaesati, nonostante il supporto degli allenatori, in quanto non avevano ancora assorbito la disciplina e gli stimoli che l’agonismo comporta.


Gli investimenti importanti decisi dalla Società, quali la manutenzione straordinaria del pontile e l’acquisto di una nuova imbarcazione vichinga per i corsi, sono stati sospesi. A tutto questo va aggiunto il terribile impatto psicologico a cui siamo stati sottoposti in quanto la nostra Società è sul territorio tanto martoriato della provincia di Bergamo. Di questo ne siamo ancora oggi condizionati”. Certo è quasi impossibile mettersi tutto alle spalle immediatamente, ma si va avanti e si è tornati alla normalità e, anche se a fatica, si continua a lavorare e ad allenarsi attenendosi ai vari protocolli in vigore. Presidente, lei ritiene che il cambiamento in atto possa sedimentarsi nello sport in genere e nel canottaggio in particolare? “Purtroppo non siamo ancora tornati alla totale normalità poiché il prezzo pagato dal territorio ancora oggi ci condiziona. Spogliatoi, docce, palestra e sala riunioni li abbiamo ancora chiusi e ci stiamo interrogando per l’organizzazione della prossima attività invernale.


Di tutto questo gli atleti e le atlete ne stanno ancora soffrendo, in particolare sul rendimento dell’allenamento. Sono convinto che fino a quando non avremo un vaccino sicuro anche il mondo del canottaggio ne risentirà e dovrà farne i conti. Basta pensare ai vari protocolli, alle modalità di disputa delle regate. Ritengo che tutto questo sarà un freno anche per il Canottaggio”. Lei ritiene di poter ripristinare i programmi iniziali, bloccati dalla pandemia, e svilupparli ulteriormente? “Assolutamente sì. La volontà di riprendere è forte e la strada è tracciata per il futuro. A tale scopo siamo anche ricorsi al finanziamento agevolato del Credito Sportivo. Il pontile è in fase di appalto, l’attività scolastica, in particolare con il Liceo Sportivo di Lovere, è tracciata. Siamo in attesa dei loro protocolli e delle loro decisioni. I corsi sono ripresi, sicuramente i mesi di chiusura hanno portato tanta gente e la peculiarità del nostro sport, che avviene all’aria aperta ben distanziati, ha favorito l’avvicinarsi di tanti ragazzini/e.


Nell’agonismo stiamo supportando la crescita della nostra Maryam Afgei per realizzare il sogno Paraolimpico di Tokyo”. Presidente, durante il lockdown sono state organizzate dalla Federazione alcune gare virtuali. Ci può dare la sua valutazione su questo nuovo modo di fare canottaggio? “La Federazione, con la sua Direzione Tecnica, ha fatto bene e in modo tempestivo a proporre e organizzare le gare o gli incontri virtuali. Noi della Sebino, per i motivi sopra esposti, non abbiamo colto subito l’essenza della proposta. Forse ci siamo un po’ intimoriti vedendole solo come gare e non come opportunità di crescita. Sicuramente vanno tenute in considerazione, ma non possono essere il nostro futuro. Il contatto è pur sempre adrenalinico”. In che maniera affronterà l’ultima parte della stagione remiera programmata da settembre a dicembre? “Sicuramente, anche se con pochi atleti che hanno reagito alla situazione, cercheremo di partecipare alle gare Nazionali di campionato. Ai nuovi allievi faremo assaporare lo spirito della gara con le Regionali e i Meeting Nazionali. La Sebino deve esserci!”.


Secondo lei come si potrebbero aumentare i tesserati nei vari sodalizi e, conseguentemente, anche nella Federazione? “Bisogna trovare un modo semplice per entrare nelle scuole medie e proporre la nostra attività; incentivare economicamente gli insegnanti di educazione fisica per svolgere attività extra scolastica sempre decisa con i vari istituti; favorire le gare promozionali sprint sul territorio; avere il coraggio di rivedere i format delle gare e, soprattutto, spingere ai livelli FISA per accorciare la distanza di gara. Si avrebbe più spettacolo, probabilmente s’interromperebbe l’emorragia di partecipanti ai mondiali e Olimpiadi e si scoprirebbero anche nuovi bacini di regata. Ritengo, infine, che vada incentivata l’attività master”. Presidente, si parla sempre più insistentemente del coastal rowing da inserire nel programma olimpico e, quindi, di un suo sviluppo, lei ritiene che questo possa essere un volano per promuovere ulteriormente il canottaggio lungo lo Stivale?


“Parlare già di programma Olimpico per il coastal rowing mi sembra un passo eccessivo. Si continua a ridurre il programma olimpico tradizionale per mancanza di partecipanti e non credo che i nuovi praticanti a questa disciplina si possano facilmente travasare nelle barche olimpiche. Si rischierebbe il contrario. Non sono un tecnico, ma mi sembrano due percorsi un po’ diversi. Bene sicuramente se invece viene organizzato come nuova attività sia propedeutica alla nascita di nuovi sodalizi e come offerta anche turistica lungo le nostre infinite coste di mare e di lago”. Presidente Zanotti, nel concludere questo dialogo, ha qualche messaggio da inviare ai vertici federali? “Sicuramente un grazie va a tutta la Federazione, al Presidente Abbagnale e al suo staff per le azioni a supporto delle Società. Un ultimo sforzo però lo chiederei comunque perché si facciano promotori presso il Governo, per una maggiore defiscalizzazione dei compensi agli allenatori, delle quote sportive e delle sponsorizzazioni o contributi in genere. Grazie, infine, per questa opportunità che ritengo una bella finestra sulla base dell’Italia del canottaggio”.

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