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Focus sulle Società Remiere: la Canottieri Bardolino

giovedì 18 Giugno 2020

Focus sulle Società Remiere: la Canottieri Bardolino


ROMA, 18 giugno 2020 – La pandemia da Covid-19 ha annullato ogni attività sociale. Lo ha fatto per più di tre mesi ed ora, seppur con mille attenzioni, i sodalizi iniziano a riaprire i battenti. Per tornare alla quasi normalità si aspettano le ultime disposizioni che dovrebbero permettere le uscite in barche multiple, mentre dal prossimo mese dovrebbero iniziare anche i primi raduni della nazionale. Con questo scenario abbiamo voluto iniziare a sentire, in ordine sparso, i presidenti delle Società affiliate alla Federazione per conoscere la loro realtà e capire come si sono mossi per mantenere vivo l’interesse per il canottaggio tra i propri tesserati. Il primo sodalizio, sul quale puntiamo il nostro focus, e la Canottieri Bardolino del Presidente Stefano Lonardi con il quale abbiamo realizzato questo interessante dialogo:


Presidente, l’infezione pandemica da Covid-19 ci ha tenuti tutti lontani da remi e barche, ci può illustrare i progetti che lei stava predisponendo con la sua società prima del lockdown? “Nel primo anno di mandato i nostri principali obiettivi erano due: la promozione attraverso dei progetti mirati ed il consolidamento dei vari settori sportivi. Eravamo già partiti, infatti, nell’organizzazione per la partecipazione a SPORT EXPO, una manifestazione dedicata a bambini e ragazzi delle scuole che si tiene in Fiera a Verona e permette di far avvicinare i ragazzi anche alle discipline più particolari. Sempre legato al mondo della scuola, i nostri allenatori erano già a buon punto con la preparazione degli equipaggi che avrebbero preso parte, a Trieste, alla fase in acqua del progetto Remare a Scuola il quale, però, è sfumato inevitabilmente”.


I suoi tesserati come hanno vissuto il periodo di quarantena? Sono già ripartiti con le attività sportive? “Il blocco di tutte le attività è sicuramente stata una doccia fredda arrivata all’improvviso. Da un momento all’altro tutto il quotidiano si è bloccato e ci si è dovuti trasformare. I nostri Tecnici sono stati quotidianamente presenti, durante le giornate di quarantena, con i ragazzi e ogni categoria aveva degli allenamenti specifici. Attraverso le varie piattaforme online sono riusciti a seguire, a rotazione, un po’ tutti i ragazzi. La nostra paura era quella di perdere la quotidianità dell’allenamento e che scemasse l’interesse per il canottaggio. Per fortuna, invece, questo non è accaduto e la voglia di far canottaggio è rimasta, se non addirittura aumentata. Siamo ripartiti in piccoli gruppi, sempre a rotazione durante tutta la giornata, in modo da poter mettere in singolo tutta la squadra agonistica; è stato un grandissimo sforzo da parte dei nostri Tecnici Piergiorgio e Federica che, spinti dalla passione di sempre, si sono letteralmente fatti in quattro per i ragazzi”.


Presidente Lonardi, lei ritiene di poter ripristinare i progetti iniziali e di svilupparli ulteriormente? “Nella riapertura la priorità è stata data a tutta l’attività agonistica affinché ripartissero subito le attività tecniche e, per consentire questo, abbiamo rivoluzionato la gestione della sede sociale e la programmazione della attività. Ora stiamo riprendendo in mano tutti i progetti cercando di dargli nuova luce e proiettarli nel 2021. Sicuramente questa pandemia ha cambiato il nostro modo di fare sport, e organizzare gli eventi, poiché ora dobbiamo essere bravi nel trasformarci e stare al passo con le nuove disposizioni proponendo eventi alternativi e mantenere alta l’attenzione mediatica sul nostro sport”.


Come valuta le gare virtuali organizzate dalla Federazione durante il lockdown? “Sono state tutte una boccata di aria fresca per i nostri ragazzi. La competizione è alla base dell’allenamento e senza un confronto con gli altri diventa difficile mantenere alta la motivazione. Con le sfide virtuali i nostri atleti hanno avuto modo di verificare la loro preparazione confrontandosi con i campioni sparsi su tutto lo Stivale. Ci sono state delle difficoltà, a volte con il caricamento dei dati, ma era un mondo completamente nuovo anche per la Federazione che si è trovata a dover cambiare modus operandi in poco tempo”.


In che modo affronterà l’ultima parte della stagione remiera da settembre a dicembre? “Ad inizio stagione avevamo messo in calendario tantissime regate, dopo questo terremoto stiamo cercando di riorganizzarci per portare tutti i settori della squadra agonistica a gareggiare il più possibile. Per fortuna quest’ultima parte di stagione è davvero fitta di competizioni e dunque dovremmo farcela. Le regate sono tappe fondamentali nella vita dell’atleta, sono momenti di aggregazione con i compagni, di competizione, di confronto e anche di responsabilizzazione. Proprio per tutti questi motivi un nostro obiettivo è quello di far gareggiare anche quest’anno i ragazzi con disabilità che partecipano al nostro Progetto Voga-Canottaggio per tutti, nato come mezzo di inclusione sociale attraverso il canottaggio e che ora consente di far scendere in acqua ben 18 ragazzi”.


Presidente Lonardi, nel concludere questa intervista, può darci degli spunti di riflessione sul futuro dello sport? “Anche il mondo dello sport è stato colpito duramente dai danni causati da questa chiusura forzata, sia dal punto di vista tecnico che economico, per questo un doveroso ringraziamento va alla nostra Federazione in quanto ha sempre mostrato vicinanza, durante questi lunghi mesi, con parole ma anche con sostegno economico attraverso fondi e contributi. I nostri ragazzi hanno bisogno di riprendere la normalità anche attraverso lo sport e la vita associativa. In società cerchiamo, giornalmente, di impegnarci tutti al massimo per raggiungere questo obbiettivo”.

Speciale “Focus sulle Società Remiere”

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