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Focus sulle Società Remiere: il Circolo Canottieri Irno

giovedì 30 Luglio 2020

Focus sulle Società Remiere: il Circolo Canottieri Irno


ROMA, 30 luglio 2020 – La Società, insignita nel 1982 della Stella d’Oro e nel 2012 del Collare d’Oro al merito sportivo per i tanti trofei e risultati conseguiti nella sua gloriosa storia, è l’associazione sportiva dilettantistica più antica dell’intera provincia di Salerno. Proprio di recente, esattamente lo scorso 7 giugno, il Circolo Canottieri Irno durante la drammatica emergenza sanitaria del Covid-19 ha compiuto 110 anni di vita. La storica ricorrenza è stata onorata, più che con un vero e proprio festeggiamento, con una cerimonia molto sobria, e nel totale rispetto delle norme anti pandemia, che si è svolta sulla splendida terrazza fronte mare del sodalizio di via Porto. All’alzabandiera, sulle note dell’Inno di Mameli, hanno preso parte il Presidente Giovanni Ricco ed i componenti del Consiglio direttivo del Circolo, insieme ad una rappresentanza di Soci. È stata l’occasione – come ha tenuto a rimarcare il Presidente Ricco, in carica dal 2018 – “Per legittimare il ruolo del Circolo Canottieri Irno come ‘Casa’ degli sport del mare a Salerno”.


Il Presidente Ricco, per rispondere alle domande relative alla rubrica “Focus sulle Società Remiere”, ha delegato invece Paolo Cardito, Consigliere responsabile della sezione canottaggio al quale chiediamo, come consuetudine, di illustrarci i programmi che la sua Società stava predisponendo prima del lockdown: “Lo spirito che in questi 110 anni di attività ha sempre contraddistinto il Circolo Canottieri Irno di Salerno è quello di partecipare, con grande slancio e con carica competitiva, ad ogni manifestazione ed iniziativa promosse dalle Federazioni alle quali risultiamo affiliate. Dall’inizio dell’anno, ancora pieni di entusiasmo e di soddisfazione per l’ultima vittoria del 2019, coincisa con il titolo di campione d’Italia conquistato dalla nostra Gioconda Iannicelli al Campionato Italiano Indoor Rowing, avevamo programmato la partecipazione alle gare da Pisa a Ravenna, attraverso i Campionati regionali, Selezioni, Festival dei Giovani e Campionato Italiano. Eravamo pronti ad affrontare, da protagonisti, anche il calendario del settore Special Olympics, per il quale, da sempre, abbiamo un occhio di riguardo, e seguire le leve dei Cadetti. Il Covid-19, e tutto quello che è accaduto da metà febbraio in poi, ha rivoluzionato i nostri programmi, come quelli di tutti gli altri circoli”.


Consigliere, oramai la normalità è tornata con le uscite in barche multiple, ma come hanno vissuto il periodo di quarantena i suoi tesserati? “Le fasi sono state diverse. Inizialmente non pensavamo che ci potesse essere uno stop così lungo dell’attività agonistica, poiché ci illudevamo che gli atleti potessero avere una sorta di ‘immunità’ al virus. In seguito, insieme ai nostri tecnici Rosario Pappalardo e Francesco Alvino, abbiamo deciso di portare il Circolo a casa degli atleti. Ci siamo adoperati per consegnare ai ragazzi le attrezzature in dotazione al sodalizio affinché ognuno di loro potesse continuare gli allenamenti anche dall’interno della propria abitazione. Ora siamo ritornati, seguendo un processo graduale di ripresa dell’attività agonistica all’aperto, a uscire con le barche multiple ed a risentire lo sciabordio dell’acqua, riprendendo anche confidenza con il mare dandoci dentro fino all’ultima palata”.


Lei ritiene di poter ripristinare i programmi iniziali e di svilupparli ulteriormente? “Sicuramente. Ritengo questo un anno, dal punto di vista sportivo, non perso ma solamente diverso! Ogni atleta, dopo la dura esperienza che abbiamo vissuto a causa del contagio da Covid-19, ha continuato a profondere energie e impegno nella propria disciplina. A mio avviso ne è uscito da vincitore. E questo dal momento in cui ha affrontato questa prova, molto difficile, con la determinazione di chi non vuol mollare mai e riesce ad adeguarsi anche alle avversità della vita. Piano piano i programmi che avevamo stilato, all’inizio dell’anno, sono ripartiti. Si sono appena concluse ‘Le Settimane del Mare’: si tratta di un’iniziativa che abbiamo ideato e promosso in sostituzione dei tradizionali ‘Campus estivi’ che ha registrato la partecipazione di tanti Cadetti, sempre nel rispetto di quelle che sono le norme di sicurezza anti Covid-19. Ritengo che il mio sodalizio ha raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissi: riuscire ad avvicinare, e far appassionare, i più piccoli al canottaggio, tant’è che molti di loro sono entusiasti di partecipare alle attività remiere che riprenderanno a settembre”.


Dottor Cardito, lei come valuta le gare virtuali organizzate dalla Federazione durante il lockdown? “Ribadisco un concetto: siamo riusciti a portare il Circolo a casa degli atleti. Non appena abbiamo avuto la consapevolezza che lo stop dell’attività agonistica sarebbe stato più lungo del previsto, ci siamo immediatamente adoperati per stilare un programma alternativo: abbiamo avviato, attraverso videochiamate e altri sistemi di comunicazione, una serie di allenamenti lontani dalle palestre e dall’acqua, che hanno consentito ai nostri atleti di farsi trovare preparati ai primi appuntamenti ‘virtuali’ organizzati dalla Federazione. Anche per i ragazzi della sezione Special Olympics, allenati da Gigi Galizia, il lavoro quotidiano ha seguito questo nuovo canovaccio, che ha consentito loro di partecipare, anche con buoni risultati, alle ‘Quarantine Indoor Rowing’ dello scorso maggio. Valuto molto positivamente l’organizzazione di queste competizioni da remoto, che restano però una soluzione temporanea, ma non alternativa alle gare tradizionali, dal momento che l’agonismo è fatto anche di sentire il fiato sul collo dell’avversario!”.


Da più parti si sente affermare che la nostra vita e i nostri comportamenti non saranno più gli stessi di prima della pandemia, lei ritiene che anche nel canottaggio questo sia vero, ma soprattutto lei ritiene che andiamo verso un cambiamento delle nostre abitudini? “Sicuramente dall’inizio della pandemia abbiamo assistito ad un cambiamento radicale delle nostre abitudini, soprattutto di vita. Ci siamo, giocoforza, dovuti adeguare a nuovi comportamenti, a nuove regole, anche se ancora oggi non tutti se ne sono resi conto. Anche il canottaggio non potrà sottrarsi a questo cambiamento. Tuttavia non potranno essere stravolti i principi fondamentali del nostro sport: non riesco, francamente, a immaginare una gara a tempi singoli, perché – ripeto – bisogna sentire l’avversario vicino, sebbene ora a distanza di sicurezza. Le regole probabilmente dovranno essere modificate, come pure le abitudini, ma non si potrà pensare di snaturare una disciplina sportiva che da 100 anni ha caratteristiche e peculiarità specifiche e immodificabili”.


Consigliere Cardito, nel concludere, alla luce della riprogrammazione del calendario remiero da Settembre, in che modo il CC Irno affronterà l’ultima parte di questa funestata stagione remiera? “Come sempre, o forse ancora con maggiore determinazione e sacrificio di prima, ai ragazzi e agli allenatori chiederemo di profondere un sano e genuino spirito competitivo. Abbiamo valutato attentamente il calendario facendo le scelte degli appuntamenti di confronto. Come sempre ci impegneremo al massimo, ricordando che il podio più ricco è quello d’oro!”. Enrico Scapaticci (Addetto Stampa CC Irno)


Speciale “Focus sulle Società Remiere”