Se le tue foto non sono abbastanza buone, non sei abbastanza vicino
Se le tue foto non sono abbastanza buone, non sei abbastanza vicino
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TRIESTE, 01 settembre 2020 – “Se le tue foto non sono abbastanza buone, non sei abbastanza vicino”, affermava Robert Capa, considerato il primo fotografo di guerra. Per il reporter ungherese, che visse la trincea guardando in faccia la morte, nei giorni infuocati della Seconda Guerra Mondiale, l’importante era stare dentro le cose, raccontando la guerra attraverso scatti potentissimi, diventati in molti casi iconici. E se vogliamo trasporre al canottaggio, ed in particolare al Coastal Rowing, l’affermazione di Capa, constateremo che la verità sta proprio in questo semplice ma importante assunto.
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Ad un Campionato di Coastal a Genova, qualche anno fa, un fotografo, a vedere che uscivo in barca con il mare grosso a scattare, mi disse: “Che ci vadano gli altri, io non rischio la mia attrezzatura…”. La cosa mi lasciò interdetto, perchè fotografare il Coastal, per uno a cui piace il canottaggio e la fotografia, rappresenta una delle cose più appaganti e divertenti. Importante il mezzo su cui sali, perchè deve essere stabile, per trovarti nelle condizioni di scattare in massima sicurezza, e le coperture per le macchine e gli obiettivi, ma non sto parlando a degli sprovveduti. Ho negli occhi la “buriana” al mondiale di Mandelieu, quando sospesero le gare al sabato. Alla domenica con mare molto formato montammo su un motoscafo d’altura con un pozzetto molto largo e quindi con la possibilità di aver spazio e stabilità sufficienti. Dopo un po’ che si era in navigazione, un fotoreporter che era con noi, preso da conati di vomito per il mal di mare, disdetta per lui, dovette scendere.
Noi continuammo e fu una soddisfazione, quel piacere interiore, vincere le difficoltà quando fai quello che più ti piace. Di contro, in un mondiale in Turchia, uno dei più noti fotografi di canottaggio al mondo, mentre seguivo le gare dal motoscafo, lo trovai con la sua attrezzatura, in una minuscola barchetta a remi nei pressi di una delle prime boe, la più spettacolare: ritorniamo all’”esser abbastanza vicino” di Capa. Rimane comprensibile, in caso di condizioni avverse, di preferire il rimanere a terra con il fido “tele lungo”, ma non sei dentro la gara, non riesci a fotografare l’anima dei concorrenti, l’anima della gara, non riesci a cogliere l’attimo, perchè talvolta l’angolatura non è favorevole. Rimarranno per chi ci capisce un po’ di meno, delle buone foto comunque, ed alle volte bastano queste, scattate da bravi reporter, ma come ci sono giornalisti-giornalisti e giornalisti-impiegati (cit. Giancarlo Siani in Fortapasc; n.d.r.), così anche fotografi-fotografi…cosa che per chi ama la fotografia ed il nostro sport, è un piacere esserlo.
Maurizio Ustolin
Speciale Campionati Italiani Coastal Rowing e Beach Sprint – Lignano
















