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CRASH-B di Boston. Il commento finale di Paolo Ramoni

lunedì 29 Febbraio 2016

CRASH-B di Boston. Il commento finale di Paolo Ramoni

TRIESTE, 29 febbraio 2016 – Al termine della trasferta di Boston, Paolo Ramoni, Coordinatore Tecnico Nazionale Special Olympics per la Federazione Italiana Canottaggio, evidenzia che: “Ritengo una trasferta senz’altro positiva. Dal punto di vista tecnico ero un po’ preoccupato per la distanza di gara dei 1000 metri per Manù e Lorenzo abituati ai 2′, meno per Said ed Andrea che nelle loro società si allenano in modo diverso. Devo dire che alla fine è andata bene e tutti e quattro hanno fatto la loro gara nelle loro possibilità. I piazzamenti sono stati buoni anche se per me non rappresentano l’aspetto più importante. Non so se hanno fatto meglio o peggio di quanto facevano durante gli allenamenti, tenuto conto che si trattava di una trasferta distante, lunga e faticosa, il volo lungo, il fuso orario, ed il fatto che i primi due giorni eravamo sempre in giro per Boston, e comunque il giorno della gara è stata un’alzataccia. Il piazzamento è secondario rispetto ad altri aspetti. Deve essere importante per gli atleti che si porteranno a casa oltre alla medaglia le soddisfazioni ed il ricordo di essere arrivati sul podio o comunque hanno ottenuto un buon piazzamento. Io sono soddisfatto dell’esperienza personale di ognuno di loro, di come hanno affrontato il volo (per qualcuno era la prima volta), l’essersi staccati dalle famiglie, come se la sono cavata da soli a livello personale, di come hanno interagito tra di loro, la socializzazione con le altre persone del gruppo. Questi sono gli aspetti più importanti e spero che lo siano per le famiglie e per loro stessi.

Ieri sera abbiamo fatto, come già in Ungheria all’Europeo, a cena, le elezioni del caposquadra che sono state non tanto importanti per il ruolo, ma perché è interessante capire le dinamiche che portano a scegliere uno o l’altro. E’ stato eletto Andrea Ciancio lo spezzino, e secondo me questo è successo perché Andrea rappresenta il “gigante buono”, sempre sorridente, sempre con parole di incoraggiamento per tutti, forse è visto in senso protettivo dai compagni di squadra. Questi sono gli aspetti che mi piace osservare, e come per la trasferta di Gyor, partiamo come singoli atleti, provenienti da società e da città diverse però vissuta questa esperienza, rientriamo come una squadra, con rapporti che si rinsaldano, e penso che nella prossima occasione nella quale ci si rincontrerà sarà comunque un piacere. Sono soddisfatto dei contatti che hanno preso Debora e Annalisa, spero saranno utili e che noi saremo in grado di sfruttarli al meglio, per far sì che Special Olympics International inserisca l’attività di Indoor Rowing e il canottaggio nei programmi dei mondiali, o anche intanto solo una di queste discipline. Per far sì che questo accada, ci devono essere un gruppo di Paesi che praticano il canottaggio nell’ambito di Special Olympics, per cui speriamo in questo in modo da avere anche altre opportunità di trasferte a livello internazionale.”

Maurizio Ustolin
 

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