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La Federazione Italiana Canottaggio  in prima linea  contro la violenza di genere

mercoledì 19 Novembre 2014

La Federazione Italiana Canottaggio  in prima linea  contro la violenza di genere

ROMA, 19 novembre 2014 – Il vice presidente federale Marcello Scifoni non ha lesinato energie anche quest’anno per organizzare, assieme allo staff federale, la seconda edizione di “Via le mani”. Il problema della violenza di genere investe trasversalmente uomini e donne ed il mondo dello sport non vuole assistere impotente ad un fenomeno che ha radici profonde.  Tutti i proventi della manifestazione 2014 verranno devoluti in favore dell’Associazione Telefono Rosa, molto attiva da anni nella tutela della donna, e che, avvalendosi di un numero di pubblica utilità, il 1522, è realmente vicino alla realtà che spesso porta al femminicidio. L’ing. Scifoni è uno sportivo di lungo corso, il fatto che sia socio anziano del suo sodalizio la dice lunga sulla sua militanza agonistica.

Sempre fedele alla sua passione per il remo è consapevole che il canottaggio può fare qualcosa anche se apparentemente gli obiettivi di una federazione olimpica, di cui è vice presidente, sembrano essere lontani da quelli per combattere la violenza di genere. Perché una Federazione Sportiva come la nostra, le cui finalità prioritarie sono quelle del raggiungimento dei risultati agonistici, si impegna in un evento in cui gli aspetti della competizione vengono sicuramente oscurati dal messaggio sociale che ne costituisce il fondamento? “La domanda trova una sua risposta nel come si voglia intendere il concetto di Sport nella sua essenza più alta. Il risultato della medaglia Olimpica è senz’altro l’obiettivo primario che una Federazione deve perseguire, ma dietro un successo occorre analizzare tutti gli aspetti che ne hanno determinato il conseguimento. Ogni risultato sportivo ha una sua storia che nasce da un’opportunità di partenza e da un ambiente circostante che ne favorisce lo sviluppo. La nostra società purtroppo oggi esprime modelli sempre più deteriori. Sono sconcertato da certe produzioni televisive nelle quali gli eroi protagonisti sono rappresentati da malavitosi che fanno della violenza il loro stile di vita. Sono dunque questi i personaggi ispiratori ai quali i nostri giovani debbono riferirsi? Direi senz’altro di no. Ma sicuramente i loro comportamenti ne vengono inevitabilmente condizionati. Allora coloro che si occupano di Sport, le Federazioni in primo luogo, hanno il dovere di lanciare un messaggio diverso per riaffermare i valori più alti della vita dei quali dobbiamo essere portavoce: la lealtà, l’onestà, il rispetto, l’ amicizia”.

Domenica 23 novembre, quindi , scenderanno in acqua valori e imbarcazioni, ma qual è il compito del campione? “Il campione sportivo ha il compito di esprimere questi valori per rappresentare un modello di ispirazione per tutti. Purtroppo le nostre campionesse della Nazionale Italiana di Canottaggio, che lo scorso anno sono state protagoniste della prima edizione della regata Via Le Mani, quest’anno non potranno essere presenti perché in raduno in preparazione della prossima stagione agonistica, ma sono con noi e condividono con passione questi ideali”. Perché lo sport è contro la violenza? “La violenza in qualsiasi modo si manifesti, intesa come sopraffazione coercitiva nei confronti di persone più deboli, è un concetto estraneo al nostro mondo. L’educazione sportiva è dunque un compito che noi siamo deputati a svolgere e che non posiamo trascurare o delegare ad altri. Questo è il motivo oggi della nostra presenza attiva nella lotta contro la violenza sulle donne e del nostro impegno sociale ad affermare i valori più nobili ed elevati che solo lo sport sa esprimere”.


Giuseppe Lattanzi

 

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