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Dall’olimpionico al fotografo alle carriere bruciate: il variopinto  mondo Master

venerdì 6 Settembre 2013

Dall’olimpionico al fotografo alle carriere bruciate: il variopinto  mondo Master

VARESE, 06 settembre 2013 – Una regata internazionale Master di un certo peso come la World Masters Regatta in corso di svolgimento sul bacino della Schiranna a Varese porta con sé una varietà di personaggi difficilmente rintracciabile in altri sport.
 
Come nel canottaggio, forse soltanto nel ciclismo, nella corsa e nel nuoto c’è una passione tale per cui il movimento amatoriale, nonostante tutte quelle sopra citate rappresentino pratiche sportive stressanti da un punto di vista della preparazione e dell’allenamento, è così vasto e variopinto.
 
Abbiamo già raccontato le storie di Charles Eugster, arzillo novantaquattrenne britannico alla caccia sulla Schiranna di nuovi record (ha già conquistato in passato alle varie World Masters Regatta la bellezza di trentasei medaglie d’oro) – e dell’italiano Dario Bosco, un passato da atleta di ottimo livello che nonostante abbia vestito l’azzurro fino a salire su un podio iridato, ancora si allena con costanza per conquistare nuovi traguardi Master, come l’oro vinto nel 2012 a Duisburg.
 
Quest’anno Bosco ne avrà di avversari italiani con un certo passato, uno su tutti Raffaello Leonardo, cinque Olimpiadi disputate e il bronzo ad Atene 2004 sul quattro senza, ma ovviamente anche scorrendo i partecipanti di altre nazioni si trovano elementi interessanti.
 
E’ il caso del russo Sergey Shushin. 28 anni, nato a Rostov, Shushin vanta in carriera la partecipazione a quattro Campionati del Mondo: uno da Junior (ad Atene nel 2003 fu vicecampione mondiale sul doppio) e tre da Under 23. Nel 2008 passa tra i grandi e sale sul quadruplo russo. Potrebbe essere l’inizio di una discreta carriera se non fosse che il 22 aprile 2009, Shushin viene squalificato per doping e fermato due anni. Oggi Shushin è qui a Varese, pentito (o almeno lo speriamo), a gareggiare contro atleti che un Mondiale lo hanno visto forse in tv e che magari hanno imbracciato i remi solo pochi mesi fa.
 
C’è poi l’inglese Ben Rodford, campione britannico sul singolo Pesi Leggeri nel 2011. Rodford con gli anni si è fatto apprezzare come fotografo, ed è inutile scrivere quali potrebbero essere i suoi soggetti preferiti… La passione per macchine e rullini tuttavia non lo distoglie da quello che è il suo primo amore, e da Gloucester anch’egli è approdato a Varese per dire la sua.
 
Tornando in Italia, tra le donne c’è Roberta Bedin, un tempo alla Forestale e oggi vogatrice del Tiber, una che non riesce a stare lontano dall’acqua. Più volte campionessa italiana (era compagna di barca di Enrica Marasca, tutt’oggi in Nazionale) e prima in finale B ai Mondiali Junior di Duisburg nel 2001 sul quattro senza, quando ha lasciato il canottaggio agonistico, prima di rientrarvi tra i Master, si è cimentata nel dragon boat, specialità molto praticata sul lago di Sabaudia (vive lì vicino), anche con discreti risultati.
 
In gara oggi sul doppio con la compagna Laura Patti, Roberta non si trova davanti a un’impresa facile: tra gli equipaggi avversari c’è un doppio del CVK Brno, Repubblica Ceca, con a bordo Barbora Varekova.
 
Un’altra che non vuole mollare i remi nonostante i traguardi raggiunti: Barbora oltre ad aver vinto dieci titoli nazionali in patria e ad aver remato (oltre che studiato naturalmente) alla Southern California University in America, ha partecipato a ben tre Mondiali Junior arrivando sesta a Zagabria nel 2000 in quattro di coppia, ancora sesta proprio a Duisburg nel 2001 sul doppio, e infine conquistando con la Repubblica Ceca il titolo iridato sul quattro di coppia a Trakai nel 2002.
 
Dodici anni dopo Duisburg e in una manifestazione che conta quasi 3300 partecipanti, Roberta e Barbora si ritrovano, e per giunta da avversarie nella stessa gara. Il bello del canottaggio, il bello del variegato universo Master.
 

Niccolò Bagnoli

Nelle foto Raffaello Leonardo, Ben Rodford e Barbora Varekova.

 

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