Gioia Aniene alla Lysistrata
Gioia Aniene alla Lysistrata
NAPOLI, 03 ottobre 2011 – Gara di popolo, gara di passione . Quattro napoletani alzano e baciano la 102° Coppa Lysistrata: sono il timoniere Gaetano Iannuzzi, l’allenatore Giovanni Suarez ed i vogatori Raffaello Leonardo e Giuseppe De Vita. Sono i volti più felici, perché ci tenevano a vincere nelle acque di casa pur appartenendo a un team “straniero”. L ’Aniene, con a bordo anche Lorenzo Porzio, Andrea Palmisano, Luca Di Francesco, Guglielmo Cavicchioli, Alessandro Orfei ed Alessandro Rocchegiani, riporta così a casa il prestigioso trofeo dopo sette anni (l’ultima vittoria nel 2004 n.d.r.).
“E’ fantastico, vinco oggi la mia ultima gara: qui ho iniziato nel 1987 e qui finisco. L’ho vinta nel 1988 e nel 1989, riconquisto la Coppa Lysistrata adesso, a 38 anni. La gara? In una giornata di tempo stupendo e mare buono, c’è stato un bellissimo testa a testa con Posillipo e Savoia e siamo stati bravi noi a spuntarla nel finale”. Sono parole di Raffaello Leonardo, cresciuto nel Posillipo come
Giuseppe De Vita che precisa: “Gara anomala, in genere la Lysistrata si vince in partenza e noi, invece, abbiamo lanciato l’attacco decisivo a 250 metri dal traguardo. Ci tenevo particolarmente in quanto napoletano, non la vincevo da 10 anni”.
Anche il capovoga Andrea Palmisano si unisce alle parole dei compagni di barca. “Complimenti al CRV Italia per l’organizzazione ed ai nostri più giovani atleti: gli Junior ed i Ragazzi sono stati bravissimi, hanno interpretato nel miglior modo la gara contro equipaggi ben preparati. Qui la differenza la fa proprio lo spirito dei giovani, sono loro a dar la carica ai più grandi.
E’ uno Junior, Luca di Francesco, a riassumere le sensazioni del primo successo. “Con Peppe e Lello sia a Sabaudia e sia qui a Napoli, è stato spettacolare. Abbiamo affrontato il percorso con la massima concentrazione. Appaiati con il Posillipo, negli ultimi 250 metri siamo partiti ed abbiamo vinto non soffrendo l’onda che negli ultimi due colpi ci ha quasi fermati. La dedica è a Giovanni Suarez, nostro allenatore napoletano che questa gara l’ha sentita più di tutti”.
















