ROMA, 27 settembre 2011 – E’ cresciuto, Francesco. Senza fretta, ha compiuto il suo cammino passo dopo passo, iniziando nel 2000, ad appena dodici anni, alla Società Canottieri “Firenze”, felice intuizione del padre Marco, dirigente alla soprintendenza del Polo Museale Fiorentino ed ex canottiere, che attraverso lo sport del remo sperava di far fare un po’ di attività a quel ragazzino paffuto e con i riccioloni biondi.
Francesco, raccontaci un po’ il tuo approccio con la Canottieri: quando tuo padre ti propose di provare il canottaggio, i tuoi primi tempi in società …
A quel punto dentro Francesco è scattata una molla, che in una decina d’anni lo ha trasformato da ragazzino paffuto in quel colosso di due metri per quasi cento chilogrammi di peso. In mezzo dieci anni di successi, molti dei quali siglati vestendo i colori biancorossi del club remiero del Ponte Vecchio: una decina di titoli italiani (la perla nel 2007, oro agli Assoluti in due con con Michele Michelotti e il timoniere Andrea Marcaccini, un tricolore che nella bacheca della “Firenze” mancava dal 1985), un oro (quattro con Under 23 2008) e due argenti (quattro con Junior 2005 e 2006) iridati.
2000-2008: anni di tanti successi in Italia e nel Mondo firmati con il body della “Firenze”. Quali sono i traguardi, tra quelli raggiunti con la maglia biancorossa, che porti particolarmente nel cuore?
Poi sul finire del 2008 il passaggio al cosiddetto professionismo, con l’ingresso nel gruppo sportivo delle Fiamme Gialle. Lì Francesco raggiunge nuovi traguardi, a livello nazionale e internazionale (vince sul quattro senza il Mondiale Under 23 nel 2010 dopo che l’anno prima sul quattro con è ancora una volta d’argento), e diventa un pilastro della Nazionale Senior.
Fiamme Gialle: quando hai capito che era il caso di passare al, tra virgolette, professionismo? E nel passaggio, cosa è significato per te passare da essere “il Fossi” a Firenze al diventare uno tra tanti campioni a Sabaudia?
Dall’esordio in azzurro contro i grandi targato 2007 (sesto ai Mondiali a Monaco sul quattro con, unica rassegna iridata assoluta disputata per la Canottieri) a oggi sono passati altri tre Mondiali Assoluti e tre Europei Assoluti.
E fino a quest’anno era sempre mancata la zampata, il segno indelebile sugli almanacchi, in bacheca, e soprattutto nel cuore: ai Mondiali dopo il sesto posto dell’esordio viene bissato nel 2009 sull’otto e nel 2010 sul quattro senza; agli Europei nel 2009 è quinto sull’otto e nel 2010 quarto sul quattro senza.
In due settimane qualificazione olimpica e primo metallo internazionale a livello assoluto, agli Europei, entrambi traguardi raggiunti con il quattro senza. Non ti chiedo cosa si prova, possiamo immaginarcelo. Più che altro, negli anni della tua crescita remiera sei spesso passato sì per un talento, ma in grado di far camminare solo barche meno tecniche, come due con e quattro con. Poi negli ultimi due anni i successi sulla barca degli Dei. Cosa ti senti di dire a chi ti aveva bollato come uno che faceva camminare solo le barche col bambino?
Ecco, è in queste ultime settimane che Francesco Fossi si è probabilmente reso conto di essere cresciuto, grazie alla qualificazione olimpica ed alla prima medaglia assoluta conquistata in una kermesse internazionale. Da ragazzino a promessa fino ad atleta maturo sul quale poter contare per far viaggiare le barche della flotta azzurra. E’ cresciuto Francesco Fossi, partendo da Firenze e dalla Canottieri: un club e una città che non vedono l’ora di poterlo ammirare mentre solca le acque del bacino olimpico di Eton contro i più grandi della storia del canottaggio.
Nelle immagini: Francesco Fossi; Francesco sul 4 con campione mondiale Under 23 a Brandeburgo 2008; in azione e sul podio ai Mondiali Under 23 2010 di Brest in quattro senza; a Bled 2011 sul quattro senza senior