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Matteo Stefanini si consacra campione con l’argento ai Mondiali  di Karapiro!

venerdì 5 Novembre 2010

Matteo Stefanini si consacra campione con l’argento ai Mondiali  di Karapiro!

SAN MINIATO, 05 novembre 2010La partecipazione ad un’Olimpiade rappresenta sicuramente il top per un atleta di qualsiasi sport. Matteo Stefanini questo top, l’Olimpo appunto, lo ha raggiunto già sei anni fa, ad Atene, quando sul bacino di Schinias gareggiò in singolo, appena ventenne, arrivando diciannovesimo.

Allora Matteo sotto il body della Nazionale vestiva quello della Canottieri San Miniato, società che grazie alla caparbietà del suo fondatore Enzo Ademollo lo ha cresciuto, portandolo alla rassegna a cinque cerchi dopo aver già conquistato il titolo Mondiale Junior sul quattro di coppia e quello Under 23 sul doppio.

Dopo Atene, Matteo è passato al cosiddetto professionismo, nelle Fiamme Gialle. Perché l’Olimpiade rappresenta il top, ma non la maturazione, né la consacrazione. Quella per Matteo è arrivata venerdì 5 novembre 2010, dall’altra parte del Mondo, dopo un altro titolo iridato Under 23, la partecipazione a due Mondiali Assoluti chiusi al quarto e al sesto posto ma anche e soprattutto dopo varie vicissitudini fisiche, che hanno rischiato di portare via al canottaggio italiano uno dei suoi talenti migliori.

La consacrazione è arrivata ai Mondiali Assoluti di Karapiro, in Nuova Zelanda, con la conquista dell’argento sul quattro di coppia assieme ai compagni finanzieri Simone Raineri, Simone Venier e Luca Agamennoni. Una finale spettacolare, emozionante, insomma tutto quel che serve perché la consacrazione sia tale: allo start Italia e Croazia scappano via, poi Matteo, al secondo carrello, e i suoi riescono ad imporre il proprio passo, passando in testa ai 1000, mentre ai 1500 il passaggio li vede appaiati ai croati; il serrate, complice forse quel po’ di sfortuna che ha accompagnato il quadruplo azzurro sin dalla partenza per la terra dei Maori (Agamennoni con la febbre la prima settimana, il capovoga Raineri svegliatosi con l’influenza proprio la mattina della finale e Matteo stesso alle prese con una fastidiosa tendinite) premia la giovane e sfrontata Croazia, equipaggio tutto Under 23, ma l’Italia del samminiatese è seconda.

La Croazia è campione del Mondo con un secondo e due decimi di vantaggio, il bronzo va all’Australia ad un secondo e nove dagli azzurri, ma sono dettagli: il grido che sancisce la consacrazione arriva, Matteo finalmente ha una medaglia iridata assoluta al collo, inseguita per tutta la vita.

E a meno di due anni dall’Olimpiade londinese, in barca con tre medagliati a cinque cerchi (Raineri vinse l’oro olimpico a Sidney 2000 per poi conquistare l’argento a Pechino sempre sul quadruplo assieme ad Agamennoni, Venier e a Rossano Galtarossa), non resta che godersi questo argento, ma continuando a lavorare con la stessa tenacia che ha portato Matteo a tutte le vittorie, e non solo in barca, che ne contraddistinguono la carriera.

San Miniato in questo percorso è tutta con lui, la Canottieri è tutta con lui, e ovviamente Enzo Ademollo, se riesce a smettere di piangere dopo la notte di venerdì…
 

Ufficio Stampa Canottieri San Miniato

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