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Jirka Vlcek, Vogliamo cogliere i frutti del nostro lavoro

lunedì 1 Novembre 2010

Jirka Vlcek, Vogliamo cogliere i frutti del nostro lavoro

KARAPIRO (NZL), 01 novembre 2010 – Da Mladà Boleslav a Lake Karapiro: quanta strada per Jirka Vlcek che ora veste i colori cremisi delle Fiamme Oro dopo esser approdato a Milano e poi a Borgomanero ed aver remato per Canottieri Lago d’Orta e Canottieri Gavirate. Una vita segnata da importanti eventi, il primo è il trasferimento in Italia a 11 anni per la volontà della famiglia di lasciare il regime comunista dell’ex Cecoslovacchia e ricercare un futuro migliore: ci sono momenti che incontri, quello con Giovanni Calabrese ad esempio, che ne forgiano il carattere e lo trasformano in un canottiere d’alto livello.

Pechino 2008 è stata la realizzazione di un sogno inseguito per molti anni, almeno dal 2001. Una gioia incredibile essere là, rimane il rammarico per un risultato non rispondente al nostro valore o almeno a come ci eravamo espressi ai Mondiali di Monaco 2007 (bronzo n.d.r.) e in Coppa del Mondo a Poznan (argento n.d.r.). Quel che mi è rimasto della Cina è la consapevolezza che un’Olimpiade è completamente diversa da ogni altra competizione internazionale. Esser diventato un atleta olimpico mi ha portato anche la serenità e uno stipendio fisso grazie all’arruolamento in Polizia: sono ingredienti essenziali per poter puntare a una seconda avventura a cinque cerchi”.

A Lake Karapiro si arriva passando dalle esperienze in Coppa del Mondo e dagli Europei.
Non possiamo certamente lamentarci dei risultati stagionali e dell’ultimo raduno dove abbiamo lavorato sodo soprattutto a livello fisiologico. C’era la consapevolezza di perché e cosa stavamo facendo alla ricerca del salto di qualità e lavorando per poter serenamente cogliere ai Mondiali i frutti del nostro lavoro. Mi fa piacere rimarcare che abbiamo affrontato e superato tutte le difficoltà”.

Con Jirka ci sono Martino Goretti, Andrea Caianiello e Daniele Danesin. “Ci siamo messi insieme in inverno nel corso del raduno federale di Sabaudia per una serie di coincidenze. La barca si è rivelata subito veloce e mi sembra giusto ringraziare Gigi Ganino (allenatore della Polizia n.d.r.) per il sostegno che ci ha sempre dato intuendo immediatamente la forza del nostro gruppo. Siamo andati sempre avanti attraverso le gare nazionali e di Coppa del Mondo”.

Quattro canottieri per un sogno, quattro caratteri diversi, quattro ragazzi pronti a deporre il proprio io in favore del “noi”. “Martino è molto forte fisiologicamente, è quello che lavora più duramente tra noi quattro. Crede nel lavoro e prova sempre a fare sempre il massimo. Anche Andrea possiede ottime doti a livello fisiologico ed è migliorato molto al remoergometro. Io e Daniele siamo la componente tecnica: lui segue bene il capovoga e tiene bene il timone, il mio contributo è importante per la ricerca dell’equilibrio”.

Un capitolo importante della sua vita è il matrimonio con Michela. “Bruno Mascarenhas è stato il mio testimone, c’erano poi anche i miei colleghi delle Fiamme Oro, i miei compagni di barca del quattro senza, il mio storico amico Basa, Andrea Lenzi, Luca Martin, Paola Grizzetti e Giovanni Calabrese. Prima di partire, io e Michela abbiamo acceso la nostra stufa in ceramica e maioliche ricordando in quell’occasione quell’indimenticabile giornata di festa e spero che d’ora in avanti ce ne siano altre anche sotto il profilo strettamente sportivo”.

 
Nelle foto: Jirka Vlcek (Seyb ©): sul podio del quattro senza PL a Lucerna 2010 (Seyb ©); al 4° carrello del quattro senza PL ai Mondiali di Monaco 2007 (Perna ©).

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