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I pensieri degli azzurri dopo le batterie

lunedì 1 Novembre 2010

I pensieri degli azzurri dopo le batterie

KARAPIRO (NZL), 01 novembre 2010 – Mattinata fredda, complice anche un vento che dà un po’ di tregua ma non cessa di soffiare, e pomeriggio molto caldo: il villaggio atleti si popola di azzurri alla ricerca di zone d’ombra per riposare in attesa dell’allenamento pomeridiano. Ecco un po’ di dichiarazioni sulle batterie.

“Una buona prima gara per me e Lorenzo – commenta Niccolò Mornati (due senza) – Rispetto all’ultima gara di Montemor, questa volta siamo partiti più forte e probabilmente lo abbiamo pagato negli ultimi metri. La strada sembra esser quella buona, la mia condizione non è ancora al top: l’auspicio è migliorarla in questi giorni, convinti di effettuare regate ancor più veloci e proficue”.

“Oggi ci siamo complicati la vita perché abbiamo sentito la barca molto pesante – dice, invece, Simone Raineri (quattro di coppia) – Non è un problema di preparazione, siamo tutti e quattro contenti del lavoro svolto in raduno a Varese. Oggi abbiamo prodotto un passo di gara affrettato e poco economico, nell’ultima parte abbiamo mollato anche perché ho pensato che fosse meglio non sprecare troppe energie per una qualificazione ormai compromessa. Dopodomani reagiremo, siamo alla ricerca della forma migliore giorno per giorno, cosa che non abbiamo potuto fare tutti insieme prima del Mondiale, una volta arrivati in Nuova Zelanda, a causa della febbre che purtroppo ha fermato Luca per una settimana”.

Per Elia Luini “la gara è andata piuttosto bene anche se purtroppo nel doppio pesi leggeri c’è da temere ben 7 equipaggi: oltre a quelli qualificati per la semifinale vanno aggiunti la Germania e la Cina che non si arrenderanno cosi facilmente e la prossima volta noi saremo determinati a dare il massimo, senza paura perché il resto verrà da se”.

“Oggi, a un certo punto, mi è mancata la forza per attaccare – dichiara Betta Sancassani (doppio)– I dieci giorni di stop per il mal di schiena si sono sentiti tutti, una gara in più può servire per ritrovarci”.

“Potevo partire sicuramente meglio, il mio obiettivo era quello di attaccare la neozelandese e invece alla fine mi sono ritrovata a fare i conti con la brasiliana: ciò che conta è comunque aver raggiunto subito la finale” è il pensiero di Laura Milani (singolo pesi leggeri).

“In gara mi sentivo più che bene, è andato tutto come nelle previsioni: i problemi inizieranno quando avrò a che fare con altri avversari, come ad esempio il campione del mondo Grant che gareggia in casa con molte aspettative” aggiunge Marcello Miani.

“Alla vigilia del nostro esordio in un Mondiale Assoluto eravamo tranquilli e consapevoli del buon lavoro svolto in raduno per trovare il giusto assetto in barca:così è stato per i primi 1500 metri, poi purtroppo abbiamo finito la benzina e abbiamo subito gli attacchi della Cina ma siamo già concentrati su una prestazione migliore per i recuperi” sono parole del capovoga del doppio Federico Ustolin.
 
 
 
“Ci siamo comportate molto bene per i primi 1300 metri, poi ci siamo inchiodate e non siamo più state compatte” afferma Giulia Pollini e la compagna di barca del doppio leggero Erika Bello aggiunge: “La partenza è stata esplosiva ma in previsione della semifinale occorre migliorare la fase di chiusura”.

 

  

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