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Dall’Anfield Road a Piediluco

sabato 3 Luglio 2010

Dall’Anfield Road a Piediluco

PIEDILUCO, 03 luglio 2010 – Anfield Road, maggio 1992. Migliaia di genovesi sono arrivati in processione allo stadio inglese dove si gioca Liverpool-Genoa, match di ritorno dei quarti di finale di Coppa Uefa. “You’ll never walk alone” cantano i tifosi dei Reds. Voi non camminerete mai da soli: messaggio che può dar forza ai calciatori inglesi e intimidire quelli italiani. Ma lui no, Simone Braglia è il portiere dello storico quarto posto del Grifone (1990/1991) e le sue manone sono ovunque: solo il gallese Rush passa, rete vana perché l’uruguagio Aguilera morde due volte come un terribile cobra. Simone e Pato: la storica e indimenticabile vittoria nella tana dei Reds porta soprattutto le loro firme, Pato crea e Simone conserva.

E’ il necessario inquadramento storico per presentare Simone, spettatore del Festival dei Giovani perché papà di Ludovica, allieva B della Canottieri Moltrasio. “Mi sto proprio appassionando alla vostra disciplina, è uno sport privo di inquinamento e dove non ci sono gli interessi propri di altre discipline come per esempio il calcio”.

E’ vero, il canottaggio lo prende moltissimo. “Non ho ancora visto una partita del Mondiale in Sudafrica, in compenso non mi sono perso una gara di mia figlia e con grande piacere sono arrivato a Piediluco a seguire le regate su questo bellissimo lago”.

Differenze calcio-canottaggio: domanda inevitabile per Simone Braglia. “Si fanno tanti sacrifici nel canottaggio, sacrifici ripagati dalla pura passione: Ludovica si allena quattro volte più il sabato: mi ricorda molto la settimana calcistica ma lei ha anche la scuola da portare avanti”.

Alla Canottieri Moltrasio ha conosciuto Alberto Tabacco, tecnico e genitore degli azzurrini Emanuela e Davide. “Mi ha introdotto all’interno di una bella famiglia dove tutti remano insieme per far crescere il valore della società. Ho capito proprio qui che il canottaggio fa maturare i ragazzi sotto il profilo sportivo e personale rispettando i giusti step e senza esasperare i giovani come capita nel calcio. E’ la strada giusta da perseguire, io spero che in futuro molte federazioni si mettano insieme per una bella promozione dello sport giovanile”.

 

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