Silvia De Maria e la sua nuova sfida
Silvia De Maria e la sua nuova sfida
ROMA, 07 settembre 2010 – “Non vedo l’ora di atterrare in mezzo ai Kiwi”. E’ il primo pensiero della spiritosa torinese Silvia De Maria, da 12 anni su una sedia a rotelle a causa di un incidente stradale. Si considera un’apprendista del remo anche se negli ultimi mesi è cresciuta molto e ben lo ha dimostrato alla regata internazionale di Gavirate gareggiando il sabato con Daniele Stefanoni e la domenica con Massimo Spolon.
All’esordio in Coppa del Mondo a Bled, adesso si sta concentrare per affrontare il primo Mondiale nel migliore dei modi. “Sarà un’occasione molto importante per dimostrare quanto sono migliorata e vedere quanto sono competitiva a livelli internazionali. Non mi spavento per quello che potrà essere il risultato finale, sono consapevole che la strada verso le Paralimpiadi è ancora molto lunga”. Ad aiutare Silvia in barca, è anche il programma dell’esperto nei lavori con i sovraccarichi Carlo Varalda. “Ha preparato una serie di esercizi apposta per me, mi sono di grande aiuto negli allunghi in barca e nello sviluppo dei miei dorsali”.
Dal tennis al canottaggio per una nuova sfida paralimpica. Due sport molto diversi ma, ella vita, Silvia non si è mai tirata indietro di fronte alle prime difficoltà. “Sensazione di libertà, contatto con l’acqua molto particolare: silenzio meraviglioso: per questo è il canottaggio, uno sport che sto imparando ad amare”.
Amando il canottaggio, Silvia può puntare ai grandi obiettivi. “I raduni federali mi sono serviti moltissimo per macinare chilometri e migliorare tecnicamente grazie all’aiuto di Paola e dei suoi collaboratori. Devo anche ringraziare anche Silvia Rasini e Vittorio Altobelli perché il loro supporto, alla Caprera, è davvero fondamentale e senza di loro non sarei qui. Il loro amore verso lo sport è fantastico, un esempio per tutti”.
Nelle foto: Silvia De Maria a Bled 2010; Stefanoni e De Maria all’Internazionale di Gavirate
















