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Moltrasio, il regno dei Tabacco

sabato 25 Settembre 2010

Moltrasio, il regno dei Tabacco

Moltrasio, il regno dei Tabacco

di Enrico Porfido

MANTOVA, 25 settembre 2010

Come è entrato lo sport del remo a far parte della vostra famiglia?

Alberto: “Diciamo che è quasi una tradizione di famiglia. Ho cominciato io che non ho avuto molte possibilità di dimostrare il mio valore per varie ragioni. Così mi sono messo in testa di far fare loro quello che non ho potuto fare io. Questo è il motivo principale per il quale ho iniziato ad allenare. Ho sempre avuto una grande passione per questo sport e ho anche avuto dei trascorsi gloriosi nel fisso, che per il mio paese ha una grande importanza. Però adesso cerco di portare avanti loro per rifarmi anche di quei rimpianti che ho”.

Emanuela: “Ha inaugurato il nonno la tradizione familiare. Lui era sia giudice arbitro sia atleta”.

E voi due? Canottieri da sempre?

Davide:No, no. Io giocavo a calcio, mentre mia sorella giocava a pallavolo. Poi papà è diventato allenatore della Moltrasio e anche per motivi logistici abbiamo deciso di cambiare”.

A: “In realtà all’inizio della mia avventura non c’era nessuno in società e li ho praticamente costretti ad iniziare”.

E: “Non ci siamo mai pentiti della nostra scelta e soprattutto non ci è stata mai davvero imposta, se volessimo potremmo smettere in qualunque momento”.

Quanto è difficile avere un papà allenatore?

E: “Ogni tanto c’è qualche discussione, ma è normale.”

D: “E’ un po’ difficile avere un padre allenatore. Ci sono un po’ di battibecchi e screzi, però quando arrivano i risultati e sai che tuo padre è il tuo allenatore, penso che sia una gran gioia personale ed una immensa soddisfazione familiare”.

E: “Io parlo veramente troppo e non so tenermi dentro niente. L’ultima volta che abbiamo litigato è stato cinque minuti fa, per dirti. Litighiamo troppo spesso, infatti, l’anno scorso ho cambiato società. Eravamo arrivati al limite della sopportazione e solo quando si sono calmate le acque sono tornata”.

A: “Le discussioni però non le portiamo mai a tavola. In società ci si trita, ma fuori dalla porta del circolo bisogna essere amici perché questa è la mia filosofia, lo dico sempre ai ragazzi”.

Quanto, invece, per te Alberto, sono importanti i tuoi figli come atleti?

A: “Sicuramente nella mia avventura loro due sono stati fondamentali. Ora finalmente a Moltrasio iniziamo a raccogliere qualcosa. Sono stati importanti per la formazione di un gruppo. E poi con i loro risultati degli ultimi due anni ai mondiali Junior, tutti a Moltrasio credono in noi e in quello che facciamo. Per una società che riparte da zero avere degli elementi che guidano in gruppo e lo trainano è importantissimo.”

Parliamo adesso di progetti per il futuro, sia remiero sia scolastico.

E: “Per queste gare si punta sempre al meglio e il meglio si sa cos’è. Poi per quest’anno pensiamo entrambi alla maturità. Siamo gemelli, anche se molti non lo sanno o se lo dimenticano. Poi dopo tutto incerto, io mi devo diplomare all’istituto tecnico con indirizzo chimico e non so ancora come continuare, Ma non stiamo facendo l’intervista canottaggio-famiglia?”

A: “Sicuramente per Davide ci sarà un futuro lontano da Moltrasio. Ci sono già dei contatti con altre società. Per Emanuela il futuro è il peso leggero, bisogna solo iniziare a studiare come fare, ha tutti i numeri per riuscirci. Deve solo cominciare ad ascoltare un po’ di più. Con l’allenamento che ha oggi sulle spalle, riesce ad avere risultati tali da poterla collocare tra le prime in Italia della sua categoria”.

 

Emanuela, classe 1992. Oro in otto Junior alla Coupe de Jeunesse 2010 e bronzo in singolo. Due volta campionessa italiana in quattro di coppia Junior e Under 23.

Davide, classe 1992. Vice campione mondiale nel quattro con Junior.

Alberto, allenatore della Canottieri Moltrasio ASD.