Remare è liberta: parola dello scrittore Mascarenhas
Remare è liberta: parola dello scrittore Mascarenhas
ROMA, 08 giugno 2010 – “Un giorno iniziai a scrivere dei ricordi, delle sensazioni e degli odori inerenti a questo sport. Cose che sapevo prima o poi avrei dimenticato. Io ho descritto la mia carriera sportiva ma sicuramente tutti i canottieri e gli sportivi leggendo questo libro si potranno ritrovare la loro”.
“Cinque cerchi olimpici. Un sogno possibile” (casa editrice Serarcangeli) è la storia di Bruno Mascarenhas, una storia dove convivono momenti di gioia e riflessioni, tutti legati indissolubilmente alla scelta del canottaggio che per il ventinovenne portoghese con il “core de Roma”, appassionato di acquari e giardini, ha un suo perché. “La sensazione di libertà che si ha quando si rema in barca è difficile averla in altri ambiti della tua vita. A volte, quando esco in barca, non tornerei mai indietro”.
Il libro contiene utili istruzioni per un corretto utilizzo della propria esperienza da atleta: imperdibile, quindi,
per diciottenni e piccini alla ricerca della pentola d’oro ai piedi dell’arcobaleno. “Racconto tutto, dal momento in cui montai in barca al giorno del coronamento del mio sogno da bambino: vincere una medaglia olimpica”.
Si parla anche del Portogallo e Bruno tiene subito a precisare. “Non è stata un’esperienza negativa, il salto di qualità l’ho compiuto proprio lì reagendo alla loro politica sportiva negativa e impegnandomi subito a dimostrare che un portoghese nel canottaggio ce la può fare anche senza il loro aiuto”.
I personaggi citati. “Tutti, dai miei famigliari allo staff di quel quadriennio (2001-2004),
passando per l’allenatore di società, gli amici, compagni di avventure e di tanti sacrifici. Ognuno è stato indispensabile perché una medaglia olimpica la si vince in tanti: ognuno ha il suo ruolo fondamentale e spesso ce ne dimentichiamo pensando solo a chi sale sul podio”.
Il rapporto con i compagni: Catello Amarante, Salvatore Amitrano e Lorenzo Bertini. “Eccezionale e non voglio aggiungere altro perché di aneddoti ne ho scritti tanti riguardanti me, noi e tutta la Nazionale di Atene 2004”.
Nei ringraziamenti Bruno si rivolge al past DT la Mura, Franco Cattaneo, Antonio La Padula, team manager, segretari, medici, collaboratori, fisioterapisti. “C’è un messaggio che traspare dalle pagine del mio libro: occorre inseguire i propri sogni a tutti i costi, senza mai arrendersi, e vivere così ogni allenamento e ogni gara come se fosse quella decisiva sulla strada dell’Olimpiade”.
Cinque cerchi brillanti (color bronzo) ad Atene, cinque cerchi opachi e sfortunati a Pechino 2008 dopo un Mondiale (Monaco 2007) elettrizzante, culminato in un terzo posto che poteva essere oro, un Europeo vinto e una prova di Coppa del Mondo (Poznan 2008) d’argento vivo. Dopo la tempesta l’arcobaleno e una nuova pentola del tesoro: il primo titolo mondiale sull’otto pesi leggeri, condiviso con altri otto complementari compagni di viaggio. Ora Bruno si rimette lo zaino in spalla, prende il suo alpenstock e punta la prossima cima da scalare: Londra 2012. “Il 2010 è un anno particolare, sta andando molto a rilento per me. Rileggere questo libro mi ha svegliato, ho provato delle sensazioni bellissime e pensato a nuovi stimoli a ricercare per quel sogno che ora potrebbe chiamarsi LONDRA”.
















