Un gigante ai remi: Manuel Igneri
Un gigante ai remi: Manuel Igneri
ROMA, 12 maggio 2010 – “Quel gigante di oltre due metri farà strada” si ode in tribuna a Piediluco dopo la seconda giornata di finali del Memorial D’Aloja. Fa un po’ specie, passateci il termine, veder arrivare al traguardo quella pertica di canottiere a un ritmo di 27-28 colpi mangiandosi uno a uno gli avversari che lo precedono. Gold medal for Manuel Igneri, of course.
E’ il bis per l’atleta di Calcinaia dopo la vittoria di sabato: due settimane prima un anonimo quinto posto nella finale B del due senza, due settimane dopo un argento (dietro Simone Molteni) in singolo e un settimo posto in doppio.
Classe 1992, spiega così come si è avvicinato al canottaggio. “Avevo 13 anni, 2005, scelgo questo sport su suggerimento di amici di mia madre. Gli allenatori Angelo Panichi e Federica Paolini mi trasmettono subito le basi della voga”.
I ricordi delle prime vittorie sono nitidi. “Arrivano a seguito dell’abbinamento a un ragazzo della mia età: Marco Chetoni. Dalla categoria Cadetti in avanti, gareggiamo il 90% delle volte insieme e poi lui purtroppo smette: con Jeff Mannozzi provo il due senza ma in inverno mi alleno quasi esclusivamente in singolo: in questa specialità sogno di partecipare al Mondiale di Racice anche se poi durante la stagione ci possono essere dei cambiamenti e, chissà, magari potrei entrare a far parte di qualche equipaggio con prospettiva internazionale. In tal caso, non mi tirerei ovviamente indietro”.
Mondiale Junior: Manuel cita i racconti del compagno di club Edoardo Margheri.
“Edo si è piazzato settimo in quattro di coppia e quest’anno ha iniziato bene la stagione insieme a Michele Manzoli: per lui Brive La Gaillarde è stata un’esperienza indimenticabile, un’esperienza che io vorrei vivere in Repubblica Ceca”.
I suoi modelli di oggi: tre su cinque sono toscani come lui. “Raineri, Bertini, Stefanini, Sartori, Agamennoni: sono grandi atleti, diversi tra loro, ma ugualmente grandi perché hanno saputo vincere superando difficoltà di ogni tipo”.
Avere la famiglia al suo fianco è un’arma in più.
“Sono molto fieri di me e mi sostengono in ogni mia scelta. Oltre a remare, frequento una scuola per idraulici e nel tempo libero salgo in sella alla mia mountain bike. A proposito di scuola, vorrei dire che mi piacerebbe vivere il canottaggio modello Gran Bretagna o Stati Uniti nel senso di un vero e proprio college: ritengo ci aiuterebbe ad avere la visibilità che meritiamo”.
















