News

Dubbi, remi e…sarde

giovedì 29 Aprile 2010

Dubbi, remi e…sarde

Dubbi, remi e…sarde

La traversata Salivoli- Porto azzurro sulle barche di coastal rowing è stato il battesimo del mare del nuovo Circolo Sportivo RAI. Avvincente la descrizione del protagonista. Una giornata di agonismo, sole, mare e tanta amicizia.

di Paolo Ramoni

ROMA, 29 aprile 2010 – Dubbi come quelli che abbiamo avuto al momento di aderire alla traversata Piombino-Isola D’Elba, remi come quelli che hanno piagato le mani dei nostri valorosi canottieri, sarde come le sardine (Sardina pilchardus è un pesce della famiglia dei Clupeidi, fra i più diffusi nel mar Mediterraneo, della stessa famiglia dell’aringa) che ci siamo mangiati sabato sera e domenica a pranzo sulla spiaggia di Porto Azzurro, non li abbiamo mai avuti.

Ma andiamo con ordine: sabato 24 aprile, appuntamento alle ore 14 al Circolo con Cristina Fontana, Fabio Pasquini e Gianluca Berni; mille dubbi ci accompagnano nel viaggio verso Piombino, il clima è brutto brutto, riusciremo a remare 3 ore di seguito? Ci sarà mare grosso? E quanto vento ci aspetterà? Ce la faremo? Lo scopriremo solo buttandoci in questa prima avventura remiera fuori porta.

La cena di sabato è vissuta col giusto spirito, si mangia, si beve, si scherza e si parla di canottaggio, di abbordaggi, di imprese, di vittorie e di sconfitte, il tutto come l’encomiabile Luigi Matteoli, infaticabile e appassionato organizzatore della traversata, mi aveva anticipato. Domenica mattina gli equipaggi più giovani partono da Piombino destinazione Porto Azzurro sull’Isola D’Elba; noi li seguiamo a bordo delle barche appoggio.

La giornata è bella, poco mare, poco vento. Arrivati a destinazione troviamo ad aspettarci sulla spiaggia i due Team Special Olympics di Livorno e La Spezia, con gli entusiasti atleti speciali (ragazzi e ragazze con disabilità intellettiva) che non vedono l’ora di salire in barca: con loro non posso non salire, così insieme ai due campioni di cuore e di remo, Claudio Cecconi e Mauro Martelli e ai grandi Pino Cocco e Giuliana Bertoli, ci facciamo la nostra gara davanti a tutti. Il pranzo sulla spiaggia è arricchito da favolose sarde alla brace e a seguire premiazione per tutti (a noi sulla fiducia…).

A questo punto non si scherza più: saliamo in barca, io al timone, Gianluca capovoga, Fabio al carrello n.2, Cristina al n.3 e l’altro Gianluca al n.4 (in prestito dalla Lega Navale Cagliari). La poppa è appesantita, è sommersa nell’acqua (vabbè che per essere un timoniere sono un po’ “appesantito” ma così è troppo…), guardo bene e trovo i tappi tolti (…sabotaggiooooo!!!!), la scena sembra già vista (con tanto di video…), la barca è piena d’acqua, rientriamo sulla spiaggia e svuotiamo l’imbarcazione che nel frattempo si apre come una “cozza”; con lo scoatch chiudiamo la ferita (speriamo bene!) e raggiungiamo gli altri in partenza. Ad aspettarci i giovani canottieri di Pontedera, gli altri sono già partiti, PRONTI … VIA!… I giovani li rivedremo a terra…

Nonostante questo Gianluca trova il passo giusto, Fabio lo segue bene, Cristina è concentrata sulla tecnica e il prodiere Gianluca dà sicurezza, così tra le onde e il vento sempre più fastidiosi cominciamo a rincorrere gli altri due equipaggi di Torino. Uno ad uno li riprendiamo e li superiamo, l’arrivo si avvicina, gli atleti sbuffano, ma non mollano, gli propongo un cambio (ad onor del vero alla sola Cristina, per spirito di cavalleria), ma lo rifiutano, è il bello del canottaggio, la forza dei canottieri, la continua sfida con noi stessi, a non mollare sui remi così come nella vita e infatti stanchi, ma soddisfatti dopo 3 ore arriviamo tra gli applausi dei presenti ad attenderci.  

Cotti dal sole, qualche piaga sulle mani, ma senza più i dubbi iniziali: ce l’abbiamo fatta, siamo stati bravi, e adesso tutti a Venezia per la Vogalonga!