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Piediluco News: il lavoro con i sovraccarichi secondo Carlo Varalda

martedì 9 Marzo 2010

Piediluco News: il lavoro con i sovraccarichi secondo Carlo Varalda

ROMA, 09 marzo 2010 Una presenza molto importante per i nostri canottieri, una collaborazione richiesta dai nostri Commissari Tecnici e arrivata in seguito ai contatti avviati (possiamo definirlo “lungo corteggiamento”) dal Direttore Tecnico Antonio Alfine.  

Da un paio d’anni Carlo Varalda mette la sua professionalità al servizio della FIC in un settore molto delicato come l’allenamento con i sovraccarichi.

Non sono rare le occasioni in cui una regata, un ciclo di appuntamenti oppure addirittura una stagione vengono compromessi da un non corretto approccio con i pesi.
Nel corso degli ultimi mesi Varalda, tecnico della Federazione Italiana Pesistica e Cultura Fisica, interviene in numerosi raduni e conferenze per spiegare ad atleti e tecnici come lavorare con i sovraccarichi in modo corretto e proficuo.

All’attenzione di tutti, l’esecuzione degli esercizi, l’allenamento delle qualità e la postura.
“Si parte sempre da un presupposto, il canottaggio richiede un efficiente trasferimento di forza dalle gambe alle braccia per dare l’accelerazione al remo. Questo trasferimento di forza è spesso funzione di come sono connesse la parte bassa e alta del corpo ”.

Carlo Varalda insiste spesso sul concetto di allenamento della core-stability: i sistemi muscolari fondamentali coinvolti nella stabilizzazione vanno opportunamente stimolati per raggiungere l’ equilibrio funzionale. “Occorre sensibilizzare muscolarmente i nostri atleti attraverso esercizi che permettano di migliorare l’assetto posturale e correggere gli squilibri muscolari. Ciò che mi preme sottolineare è che non si ottiene tutto subito ma grazie a una progressione e all’abbinamento con esercizi di mobilità articolare,che risultano anche  determinanti nel prevenire gli infortuni”.

Allenamento con i sovraccarichi: ecco alcune indicazioni.

”La risposta muscolare deriva dall’esecuzione degli esercizi, per ottenere i migliori risultati  l’atleta deve imparare i movimenti corretti: per esempio, nello squat l’inclinazione del busto in avanti provoca un maggior uso del quadricipite e un grosso interessamento dei muscoli erettori del dorso con l’effetto di avere un sovraccarico del tendine  rotuleo e, usando troppo i muscoli della schiena, un sovraccarico sulle strutture del tratto lombare. Altro aspetto: non ci sono vantaggi nella disposizione di rialzi sotto i talloni e, invece, spostando in avanti il baricentro c’è il rischio di avere un sovraccarico del legamento crociato anteriore, molto meglio lavorare sulla mobilità tibio tarsica”.

Per lo stacco bisogna riflettere sulla posizione di partenza. “Fondamentale è l’assetto della schiena: se corretto, si trasmette pienamente la forza delle gambe al bilanciere mentre in caso di un dorso “molle” il peso va a gravare su vertebre lombardi e quadricipiti”.

Varalda chiarisce il concetto di allenamento della forza. “Non si deve cadere nell’errore di partire con i carichi massimali e poi passare a tante ripetizioni con poco carico: la forza deve essere allenata sempre altrimenti con tante ripetizioni con carichi medio-bassi si ottiene il mantenimento dei volumi muscolari ma una riduzione della forza e questo si ripercuoterà in gara dove serve una applicazione della forza costante per ottenere una remata più lunga”.

Un breve profilo di Carlo Varalda

Prima di incrociare la sua strada con il canottaggio, Carlo Varalda, diplomato ISEF,  segue come preparatore e tecnico sport sia individuali che di squadra. Segue il progetto College Pechino per la FIPCF preparando gli atleti della pesistica.
Dal 2009 è membro della Commissione Tecnico Scientifica FIPCF dopo esserne stato il Direttore della Scuola di Formazione. Approfondisce la sua formazione con il Master di Posturologia presso la Facolta di Medicina.
Docente a contratto presso l’Istituto Universitario Scienze Motorie di Roma, attuale Università del Foro Italico, dal 2004 insegna le materie inerenti il fitness e l’utilizzo dei sovraccarichi sia per il triennio che nella laurea specialistica in Scienza e Tecnica dello Sport. Conduce un centro per la valutazione e riabilitazione posturale e fitness metabolico ed è esperto nella valutazione corporea.