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Fernando Climent, Mettiamo alla prova i nostri atleti

martedì 23 Marzo 2010

Fernando Climent, Mettiamo alla prova i nostri atleti

Fernando Climent, Mettiamo alla prova i nostri atleti

di Enrico Porfido

PIEDILUCO, 23 aprile 2010A qualche ora dall’inizio delle gare di questo Memorial 2010, eccoci a parlare con Fernando Climent, Presidente della Federazione Spagnola Canottaggio e in passato vogatore di ottimo livello internazionale (argento in due senza a Los Angeles 1984), che ci parla del team e del mondo spagnolo del remo.

Andiamo subito al sodo e parliamo un po’ del team spagnolo a Piediluco: quali sono le ambizioni della Spagna e gli obiettivi che vi siete posti?
La nostra squadra è composta da 34 atleti e 6 allenatori. È la prima gara internazionale dell’anno ed il nostro principale obiettivo è quello di mettere alla prova i nostri atleti per poi definire le imbarcazioni che porteremo in Coppa del Mondo. La squadra è molto giovane e gran parte degli atleti è alla sua prima esperienza internazionale.
Le nostre punte di diamante sono  gli atleti del 4 senza Pesi Leggeri, settimi ai Mondiali Assoluti dell’anno scorso di Poznan, Alvarez-Pedrosa,Castella, Fernandez e Franquet . Per quanto riguarda le categorie giovanili, puntiamo principalmente sul due senza maschile di Montes e Fernandez, ma siamo consci della spietata concorrenza degli altri paesi in questa specialità.

E la situazione in Spagna qual è? Quanti giovani si avvicinano al canottaggio?
La situazione nel nostro paese è molto complicata e le cause principali sono due. La prima è la divisione della nazione in varie regioni autonome che faticano a organizzarsi tra loro, mentre la seconda è l’antica tradizione del sedile fisso, specialmente nel nord, che ci sottrae molto la scena. Comunque siamo abbastanza soddisfatti del numero dei nostri tesserati, quasi diecimila di cui più di tremila attivi agonisticamente, e del lavoro dei nostri club, più di duecento in tutta la nazione.
Purtroppo non abbiamo molte donne nelle nostre fila e spesso le perdiamo quando dalle categorie giovanili passano alla categoria Senior e le dividiamo in base al peso corporeo.

Come organizzate le competizioni?
Allora per la questione delle autonomie, ogni regione ha l’assoluto potere nell’organizzare gare locali. La nostra federazione nazionale si occupa solamente del team spagnolo e delle selezioni. Per quanto riguarda invece le competizioni nazionali, penso siamo molto vicini al vostro modello. Facciamo gare di fondo nel periodo invernale e campionati divisi per specialità e categoria nei mesi estivi. Per partecipare ai campionati nazionali però è necessario superare una prima selezione. Per la fine di questo mese, ad esempio, è prevista la selezione in singolo e due senza.

Per quanto riguarda gli obiettivi più lontani nel tempo, come Londra 2012, come si sta preparando il vostro team?
Noi organizziamo dei raduni mensili di una settimana circa nelle sedi di Banyoles e Siviglia. La squadra Senior si allena a Siviglia con un allenatore, mentre i Pesi Leggeri hanno un altro responsabile e si allenano a Banyoles. Tutto quanto poi viene coordinato da un Commissario Tecnico nazionale. In base ai risultati ottenuti nelle gare nazionali ed internazionali poi decidiamo le imbarcazioni alle quali puntare e focalizziamo su di loro la nostra attenzione.
 
Infine, qual è la vostra politica di promozione dello sport?
Anche la questione pubblicità, se così possiamo definirla, è affidata alle singole autonomie.
In linea generale i progetti delle varie regioni sono molto simili tra loro e prevedono dimostrazioni e corsi nelle scuole medie e superiori per poi scegliere i migliori ragazzi e in qualche modo attrarli nel nostro mondo.
Ripeto, il problema principale è che la nostra federazione è molto giovane e comunque poco radicata in confronto alla tradizione del sedile fisso, perciò si fa quel che si può. Speriamo che questa manifestazione ci dia la giusta visibilità a casa e che possiamo avere qualche riscontro subito.