Renato Nani, Il senso di appartenenza nel basket (e nello sport) femminile
Renato Nani, Il senso di appartenenza nel basket (e nello sport) femminile
(e nello sport) femminile
ROMA, 04 febbraio 2010 – A gioire insieme a Clara, per il secondo posto nella categoria Allieve C, c’era anche papà Renato. Da Treviso a Bari sono 842 chilometri, e al ritorno la neve emiliana li ha costretti a una forzata sosta e, si può facilmente immaginare, il viaggio ha sicuramente assunto i contorni dell’avventura.
Niente paura! Avventura non è parola sconosciuta nel vocabolario di Renato Nani, attento studioso ed esperto del basket femminile e giovanile: Azzurrina e College Italia sono i progetti ideati e coordinati.
Azzurrina è sicuramente il fiore all’occhiello ed è il frutto di un’accurata analisi svolta 9 anni fa con un obiettivo preciso: creare la cultura del basket femminile. Quali passi avete compiuto?
“Adesso stiamo raccogliendo i risultati di un lavoro iniziato parecchie stagioni fa. In che modo? Educando le atlete ma anche i genitori, creando momenti di incontro e confronto tra le atlete del progetto, organizzando riunioni tecniche in tutte le regioni e monitorando il territorio regionale, stringendo rapporti con la scuola: in generale è fondamentale creare il senso di appartenenza”.
Il punto di partenza, però, non era certamente confortante.
“Siamo partiti da una situazione di estrema difficoltà con molte realtà prive di istruttori, strutture e mezzi idonei per aiutare le nostre atlete a crescere: piccoli numeri, campionati poveri tecnicamente, impossibilità di esprimere il proprio valore per ragazze con strutture fisiche di grande futuribilità per la pallacanestro italiana e, di conseguenza, magri risultati internazionali a livello giovanile e ricambio generazionale compromesso”.
Quali sono i risultati raggiunti dal punto di vista agonistico?
“Le nazionali giovanili dal 16° posto nel ranking europeo oggi occupano il 6° posto, le nazionali Under 18 e Under 16 hanno ottenuto la promozione dal gruppo B al gruppo A, un 5° e un 6° posto con la nazionale Under 20, una medaglia d’argento con la nazionale Under 16 all’Europeo nel 2008: tutte le nazionali giovanili sono composte dal 90% con atlete del progetto “Azzurrina”
Il basket femminile ha rialzato la testa!
“Dopo anni di assenza dalla fase finale degli Europei, è arrivato un sesto posto nella manifestazione senior del 2009 e, nella stessa estate, la vittoria ai Giochi del Mediterraneo: i risultati sono soddisfacenti ma il movimento vorrebbe aumentare il numero delle iscritte”.
Dal 2009 è tempo di College Italia…
“E’ un progetto che guarda sempre al futuro della pallacanestro femminile a livello nazionale ed internazionale: ricreata la base, abbiamo cercato soluzioni per lavorare in funzione della ricerca e della crescita dei talenti della FIP per un vero e proprio ricambio al vertice”.
Lei e il canottaggio, un rapporto nato grazie a Clara. In che modo?
“Clara ci ha richiesto di poter provare il canottaggio due anni fa dopo aver visto ragazzi e ragazze che si allenavano alla Canottieri Sile. Si è subito appassionata grazie al tecnico Saverio Loffarelli che ha saputo coinvolgerla in brevissimo tempo con uscite prima in “caiccio” e successivamente con barche da competizione, proponendole gradualmente allenamenti più strutturati”.
Conosceva già bene questo sport?
“Si, conoscevo già il canottaggio: ne sentii parlare per la prima volta quando Baran, Sambo e Cipolla vinsero le Olimpiadi del 1968 a Città del Messico.
Negli anni 80 le imprese Mondiali e Olimpiche degli Abbagnale e Di Capua me lo fecero conoscere meglio. Ora, con il coinvolgimento di Clara, ho cominciato a conoscere le categorie, alcune metodiche d’ allenamento oltre all’organizzazione delle varie manifestazioni giovanili”.
E ci può dire quali similitudini ci sono tra basket e canottaggio?
“In tutte e due le discipline lavoro tecnico, fisico e psicologico hanno un’importanza fondamentale.
In entrambi è fondamentale che il lavoro fisico sia indirizzato ad ogni settore muscolare dell’atleta sin da giovane.
Il rispetto delle regole è fondamentale sia nel Basket che nel Canottaggio.
Nel canottaggio si gareggia in singolo ma molte gare sono di squadra come nel mio sport, quindi posso immaginare che ogni singolo debba lavorare per migliorarsi ma come nel Basket, nello stesso momento, deve mettere a disposizione delle squadra tutto se stesso con grande determinazione e umiltà”.
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Nato il 10 maggio 1961 a Treviso, Renato Nani è sposato con Claudia e ha 2 figlie: Caterina e Clara Nazionale Come Assistente della Nazionale A ha vinto la medaglia d’Argento agli Europei di Brno (95) e ai Giochi del Mediterraneo di Tunisi (01) e alle Universiadi, Dagau, Sud Corea, 200. Oro ai Giochi del Mediterraneo di Pescara nel 2009. Inoltre, è stato Assistente della Nazionale A alle Olimpiadi di Atlanta ’96, ai Mondiali in Australia ’94, ai Campionati Europei di Budapest ‘97 (Ungheria) , di Katowice (Polonia) ’99 e di Riga 09 (Lettonia). Club |

















