Canottieri Civitavecchia: una fucina di giovani talenti
giovedì 7 Ottobre 2010
Canottieri Civitavecchia: una fucina di giovani talenti
Canottieri Civitavecchia: una fucina di giovani talenti
ROMA, 07 ottobre 2010 – Al termine di una stagione particolarmente positiva, forte di un quarto posto al campionato italiano junior di Mantova nel doppio con Stefano Berretti e Tiziano Evangelisti che hanno gareggiato addirittura nella categoria superiore, e dell’ottimo comportamento di Mattia Tranquilli, di Martina Maddaloni e di Alessandro Ferrari, questi ultimi convocati nella rappresentativa regionale cadetti al prossimo Meeting di Ravenna, il Canottieri Civitavecchia si appresta ad affrontare la prossima stagione con le carte in regola per imporsi su scala nazionale.
Dallo scorso anno uno dei punti di forza di questo sodalizio è il coach Ernesto Berretti. A cosa si devono i successi della stagione che si sta per concludere e soprattutto ti aspettavi questi risultati? “L’opportunità che ho avuto, e a cui non ho voluto rinunciare, è stata quella di imparare il più possibile da uno degli allenatori simbolo del canottaggio nazionale; certamente la condivisione di traguardi comuni ha molto ridotto le grosse differenze che distinguono le nostre personalità. Con Tranquilli ho la possibilità di portare avanti un progetto, potendo contare sulla sua esperienza che, all’occorrenza, non manca di mettere a disposizione, senza timore né gelosia di trasmettere le proprie conoscenze. Io metto in gioco le mie precedenti esperienze fatte con la Canottieri Ichnusa di Cagliari (circa sei anni), con la Canottieri Azzurra (circa cinque anni) e una breve parentesi con la scuola remiera della Tevere Remo (una stagione).”
Tra le giovani promesse del Civitavecchia c’è tuo figlio Stefano che alleni assieme al suo compagno di barca. Danesin, Calabrese, Abbagnale, Carando, La Padula, lo stesso Tranquilli: continua la saga dei padri/coach? “Mio figlio Stefano è un ragazzo intelligente e molto ambizioso! Sa bene che non gli riserverò mai un “trattamento particolare” perché il canottaggio è uno sport in cui va avanti chi merita, chi vince senza regali! Dunque adatto gli allenamenti federali per ciascun equipaggio, mi accerto che siano eseguiti al meglio, ribadendo il concetto che gli artefici principali di ogni successo sono gli atleti che si dimostrano STOTEN (per dirla come Thor Nielsen, mio allenatore al College Remiero): STOici e TENaci! Nessun obbligo; solo regole da rispettare! Per essere pronti se dovesse arrivare qualche “chiamata dall’alto”. L’accoppiata con Tiziano si è dimostrata azzeccata, ma adesso viene il bello, e capiremo realmente di che pasta sono fatti questi ragazzi. Intorno a loro e a Mattia, il senior della squadra, il gruppo cresce forte, e puntiamo molto su tutti i giovanissimi, indistintamente.”
Qual è l’obiettivo per il prossimo anno? “Stiamo lavorando per creare le basi per i risultati “veri”, quelli ai massimi livelli nazionali e mondiali, così la formazione di un vivaio ricco (quest’anno abbiamo fatto esordire circa una dozzina di giovanissimi) e la contemporanea crescita dei ragazzi, ci sta dando quella spinta necessaria per farci superare anche le difficoltà di non avere una sede adeguata, e di dover “mendicare” ospitalità alle palestre cittadine. Questi risultati sono tappe del nostro percorso, che danno il giusto riscontro ai più meritevoli, e noi ci impegneremo a portarli avanti.”
Se dovessi dire grazie chi ringrazieresti? “Io ritaglio il tempo per il canottaggio tra lavoro (sono maresciallo della Guardia di Finanza), famiglia (ho altri due figli da seguire), e scrittura (sono autore del libro “Marie’, se stanotte russo…”) e devo sicuramente ringraziare mia moglie per riuscire a starmi appresso con tutti questi impegni. Poi ringrazierei tutti i ragazzi che ho allenato durante questi dodici anni da coach. Riempirei pagine di quaderno con i loro nomi: da ognuno di loro ho imparato qualcosa, e se sono apprezzato nell’ambiente è anche per merito loro! Infine ringrazierei coloro che mi hanno dato e mi danno fiducia, dispiacendomi solo del fatto che la libertà di una mia scelta può essere stata vissuta da qualcuno come un tradimento: chi mi conosce davvero sa che io non tradisco, ma do alla libertà un valore al di sopra di ogni cosa. Ma devo anche dire che, visto lo stress, le condizioni in cui mi sforzo di portare avanti questo impegno, e le iniziative sportive create a Civitavecchia in questi sei anni, credo di essere anche in credito di qualche grazie. Ma riconoscere i meriti di qualcuno e dire grazie, evidentemente, è una virtù relegata a pochi… a buon intenditor, poche parole! E ringrazio te per questa intervista!!!”
Pino Lattanzi Comitato Regionale Lazio FIC
Nella foto: Il Doppio ragazzi del CC Civitavecchia Berretti-Evangelisti