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Deborah Battagin, Nuova Zelanda? Sorpresa ma felice di esserci

lunedì 25 Ottobre 2010

Deborah Battagin, Nuova Zelanda? Sorpresa ma felice di esserci

Deborah Battagin, Nuova Zelanda? Sorpresa ma felice di esserci

ROMA, 25 ottobre 2010 – La silenziosa varesina. Deborah Battagin pensa soprattutto a remare e al suo primo impegno Mondiale a livello assoluto nel quattro di coppia pesi leggeri. Ventenne di poche parole ma i fatti non le mancano: campionessa mondiale under 23 a Brest insieme a Sabrina Noseda, Giulia Pollini ed Elonora Trivella, ora ci riproverà a Lake Karapiro insieme a Laura Milani, Erika Bello ed Enrica Marasca.

Le origini. “Il mio curriculum sportivo si apre con una pagina dedicata alla pallavolo: è stato il primo sport, sembrerà strano dirlo, poiché poi sono passata al canottaggio, ma ho smesso perché facevo troppa fatica. Piegavo troppo le gambe! Remi e barche, poi, per sbaglio. Nel 2005 approdai a Monate, chiesi informazioni sulla canoa e, invece, mi ritrovai a provare una barca da canottaggio grazie a Vittorio Bolis che mi ha permesso di apprezzare tutte le qualità di questo sport”.

Al fianco di Penko Pavlov e Federico Peluffo (attuale allenatore), trova la strada maestra verso l’agonismo. “Mi piaceva mettermi alla prova, i primi frutti del mio impegno li ho raccolti a Linz, ai Mondiali Junior 2008 anche se ho avuto problemi a una costola e non ho brillato in singolo. Poi nel 2009 l’incontro con Josy che in pratica mi ha fatto capire che il mio futuro poteva essere importante nella categoria Pesi Leggeri”.

Una sfida nella sfida con il tecnico olandese. “Dovevo fargli capire quanto tenessi alla possibilità di entrare nuovamente in Nazionale. Ho così trascorso un inverno molto duro, ho perso sette chili e mi sono presentata in buona forma alle gare nazionali del 2010”.

E così si apre per Deborah la strada verso i Mondiali Under 23. “Siamo arrivate bene in finale dove non abbiamo sbagliato nulla anche se il vento laterale ci ha dato parecchio fastidio: negli ultimi 250 metri il nostro timore era addirittura quello di perdere i remi! Sabrina teneva bene unito il gruppo, Giulia ed Eleonora avevano sempre il sorriso sulle labbra: unite dentro e fuori la barca, tra noi si era instaurato un ottimo clima”.

Da Brest ai Mondiali Universitari (finalista insieme alla Noseda), poi una chiamata inaspettata. “Leggendo la circolare sono rimasta un po’ sorpresa, non mi aspettavo la chiamata di Josy perché pensavo di aver terminato la stagione internazionale a Szeged. La presenza nel raduno premondiale mi ha dato una grande carica, remare con atlete dell’esperienza di Laura, Erika ed Enrica mi ha sicuramente aiutato a crescere”.

L’effetto Monate non va tralasciato per inquadrare il momento di Deborah.
Un ambiente familiare, ragazzine e mamme sempre al seguito con Franco secondo papà. La festa e la cena post Mondiale, con la proiezione della gara con un prato pieno di gente a vedere, mi ha fatto capire quanto affetto Monate nutra nei miei riguardi”. Per la studentessa di Scienze Biologiche il bello deve ancora probabilmente arrivare.

 

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