Non chiamateli stagisti
Non chiamateli stagisti
SABAUDIA, 29 settembre 2009 – Sono laureati, sono laureandi, sono specializzati, sono ragazzi preparati. Il loro incontro con il canottaggio è simile a quello degli atleti che intervistano. Sono un equipaggio formidabile che vive il remo con la passione genuina degli sportivi.
Rosaria, laurea triennale in Scienza della comunicazione e laurea Magistrale in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo con tesi su “Laboratorio news tv” e una passione, aggiungiamo noi, per la ripresa video. Martina laurea in Scienza della comunicazione e delle relazioni istituzionali. Luigi laurea magistrale in Scienze della Comunicazione e tesi in Antropologia Culturale. Claudia laureanda in Scienze della Comunicazione con media del 29,6. Sabrina laureanda in Scienze della Comunicazione con media del 29,0. Cristina studentessa di giurisprudenza, sul podio in quattro mondiali e due volte campionessa del Mondo. Sono un equipaggio formidabile, vivono il canottaggio come se stessero in regata, hanno assimilato lo spirito vincente di chi è ai barchini di partenza. Lavorano con lo spirito di gruppo sicuri che il meno preparato abbia le potenzialità per raggiungere il livello degli altri, come in barca dove il più debole ha maggiori probabilità di miglioramento rispetto al più forte. Tutti vogano per portare al grande pubblico la bellezza, la forza, la coesione del remo. Li abbiamo visti all’opera durante l’ultimo campionato di società disputato a Sabaudia: professionali, ma portatori di quella allegria tipica di chi si diverte a svolgere il proprio lavoro, come i grandi campioni. Pronti a cogliere la notizia, solerti nell’assolvere al compito assegnato, decisi a gettarsi nell’agone remiero per descrivere, commentare, assolvere, sostenere con lo slancio generoso della passione sportiva. Non esistono grandi imprese senza i cantori che esaltano le gesta degli atleti e li rendono immortali, essi, soprattutto, fanno parte di quel processo che si chiama comunicazione. Comunicazione è quel procedimento che fa emozionare il pubblico, lo rende attento e partecipe, attiva interesse e contribuisce in modo determinante alla diffusione di un pratica sportiva. Non esiste futuro senza comunicazione, è un settore nevralgico di ogni attività umana. Nella società della multimedialità ogni avvenimento diviene virtuale, ogni gesto atletico viene esaltato dalla moviola delle sensazioni e la percezione delle cose prende il posto dell’oggettività. E allora raccontare, spiegare, trasformare la regata in evento sublima il canottaggio per trasformare i suoi protagonisti in mito e la comunicazione svolge, allora, il ruolo dinamico di coinvolgere e di attrarre. Per crescere i nostri “stagisti” hanno bisogno semplicemente di stare tra i regatanti, di stringere le loro mani sudate, di osservare l’atleta durante la gara, di partecipare con sensibilità alla sua gioia o alla sua sconfitta. Non hanno bisogno di maestri distratti, ma di competenze che si possono acquisire esclusivamente accanto agli allenatori, ai dirigenti e soprattutto ai grandi canottieri. Un’ultima considerazione riguarda Luca, non è del gruppo degli “stagisti”, anche se ne condivide il percorso universitario: è un giovane di valore, non può che crescere, aiutiamolo, assieme ai suoi colleghi, a volare nel mondo, non privo di ostacoli, della comunicazione.
Pino Lattanzi
Ufficio Stampa Comitato regionale Lazio
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