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Gilardoni: “10 . semper in pèè”. La dedica all’amico malato e alla sorella

domenica 30 Agosto 2009

Gilardoni: “10 . semper in pèè”. La dedica all’amico malato e alla sorella

COMO, 30 agosto 2009 All’arrivo si è messo in piedi sulla barca, ha aperto e indossato la maglietta che la sorella Cristina gli aveva preparato e allargato le braccia. Davanti una stella d’oro con il numero 10 e sotto la scritta “. semper in pèè” sempre in piedi, sul gradino più alto del podio, Daniele Gilardoni. “Non posso nasconderlo, è stato un anno difficile, uno dei più difficile della mia carriera sportiva – dice Daniele poco dopo la gara – sono riuscito da solo e con l’aiuto di questi splendidi compagni di barca a vincere ancora e a superare tutte le difficoltà. Ricordatevi questi quattro canottieri, da dieci anni rappresentiamo il top del canottaggio italiano, speriamo di avere una chance per l’olimpiade, ce la meritiamo”. Non ha peli sulla lingua e pensa subito al futuro, Gilardoni. Ma adesso godetevi il Mondiale. “Certo – sorride Daniele – ma ogni anno alle competizioni internazionali gli atleti e i tecnici delle altre nazioni ci dicono: ma perché siete ancora sul quattro di coppia? Perché non salite su una barca olimpica? Io credo che il commissario tecnico Giuseppe Polti abbia lavorato molto bene con il settore pesi leggeri, che ha portato i due ori iridati, lo devo solo ringraziare, ma ora sarebbe bello avere una chiamata per noi del quadruplo su una barca olimpica”. E poi c’è la maglietta, la stella, i dieci scudetti mondiali e quel “semper in pèè” in dialetto laghéé.
“Dieci volte a questi livelli non è da tutti, dietro c’era scritto “Vince due volte chi domina se stesso nella vittoria” è una filosofia che ho sempre seguito – spiega Daniele – non è facile mantenersi a questi livelli o addirittura migliorare, serve una motivazione grandissima e non ci si deve mai montare la testa”. A chi dedichi questo successo? “C’è un amico della Canottieri Lario, vicinissimo a un’altra persona a cui sono legato da sempre da grandissimo affetto e stima che sta lottando contro la malattia. La prima dedica è per lui, che vinca la sua regata, so che ce la può fare. Poi a mia sorella e alla mia famiglia. Cristina mi ha fatto anche da allenatore in certi momenti, una figura fondamentale per me. E’ lei che mi prepara anche le magliette da indossare all’arrivo. Io non le apro fino all’ultimo, hanno sempre portato bene. Una dedica anche a me stesso e a tutti quelli che credono ancora in me”.
La gara, tutto facile? “Siamo andati forti, ma negli ultimi metri abbiamo perso il remo e il finale non è stato così scontato come può sembrare ai non addetti ai lavori”.
Ora Daniele partirà per la Russia per una sfida con l’otto del Cus Pavia, come lo scorso anno, poi il rientro ufficiale per i festeggiamenti e l’abbraccio dei soci della sua Canottieri Lario e del suo Lago di Como. Per chi si fosse perso la gara di Daniele o per chi volesse rivederla, ecco il link per il video integrale:

http://fisa.feedroom.com/fr_story=3b9dcc35f85ebe13e5e6039a3daf1d9422342cc4&rf=bm

 
Paolo Annoni – Ufficio stampa Canottieri Lario
G.Sinigaglia