Come lui nessuno mai, Fraquelli porta un Settebello ai Mondiali
Come lui nessuno mai, Fraquelli porta un Settebello ai Mondiali
COMO, 17 giugno 2009 – Stefano Fraquelli, finanziere di Tremezzo centro riverasco del Lago di Como, sabato compirà 37 anni, molti dei quali trascorsi nel canottaggio. Uno sport che da atleta gli ha dato molte soddisfazioni come il Mondiale 2002 sull’otto leggero a Siviglia. E ora da allenatore capo della Canottieri Lario G.Sinigaglia, ecco arrivare un vero e proprio record, con sei atleti (5 donne e 2 uomini) portati a una competizione iridata. Non era mai successo in 118 anni di storia della società remiera comasca. A Lucerna in Coppa del Mondo la Lario aveva quattro vogatori Daniele Gilardoni (oro nel quattro di coppia leggero), Sabrina Noseda e Marta Labate (bronzo nel quattro di coppia leggero), Claudia Wurzel (quarto posto nel quattro senza). L’effetto Gilardoni ha dato insomma i suoi frutti, tutti gli azzurri della Canottieri Lario sono infatti prodotti diretti del vivaio di viale Puecher, un motivo di orgoglio in più per il presidente Enzo Molteni. A parlare di questa stagione da incorniciare è proprio Fraquelli, portato alla Lario dall’ex vicepresidente Ruggero Capurso sulle orme del fratello Danilo, campione del mondo sull’otto per il body bianconero nel 1989.
Stefano, come te nessuno mai. Ti aspettavi di raggiungere questi risultati
quest’anno?
Sinceramente no. Speravo di portare degli atleti in Coppa del Mondo, ma il poker è stato una piacevole sorpresa, un segnale del buon lavoro svolto da tutti noi tecnici della società (gli altri allenatori della Lario sono Jaro Roceck, Oscar Donegana e Davide Noseda ndr).
Quale è stata la sorpresa più bella?
Non mi piace parlare dei singoli. Posso dire che sono contento del risultato di insieme della squadra, del poker di Coppa e del settebello ai Mondiali: Daniele e Claudia agli assoluti, Sabrina, Marta e Marius Wurzel a quelli Under 23 e Gaia Marzari e Giulia Longatti a quelli Junior.
Ti aspettavi che Claudia potesse essere ancora a questi livelli dopo un altro anno negli Stati Uniti, dove tra l’altro si è anche laureata?
Negli anni ho imparato a fidarmi di Claudia. Ci siamo parlati a lungo prima dei raduni, mi ha detto “Stefano, ci voglio provare”, gli ho detto vai, perché so benissimo che se Claudia prova a fare qualcosa vuol dire che ha i mezzi per arrivare al top.
E il binomio Sabrina e Marta, con quel titolo a Gavirate in doppio?
Sabrina sta crescendo ogni anno di più. E in questa stagione ha trovato il giusto equilibrio. Ho sempre pensato che potesse arrivare in alto, anzi in altissimo in uno sport che non perdona niente, ora ha capito dove migliorare e cosa deve fare. Indipendentemente dalle doti fisiche e fisiologiche per emergere nel canottaggio servono serenità ed equilibrio. Penso che in tal senso Gilardoni sia un esempio per tutti. Per Marta sono sincero, non avrei mai pensato che sarebbe potuta entrare in Nazionale quest’anno. L’obiettivo era di farla stare in barca con Sabrina per un bel doppio ai campionati di Gavirate. L’impresa è riuscita, ma poi Marta si è superata. Ai Mondiali U23 sarà sul singolo e non sul quattro di coppia, spiace un po’. Ma già arrivare ai Mondiali per lei potrà essere la molla per raggiungere obiettivi sempre maggiori.
Parliamo un po’ anche di Gilardoni, il “cannibale” del canottaggio italiano non è mai stanco di vincere?
Mai. E pensare che quest’anno non era iniziato sotto una buona stella. Daniele proveniva da una stagione stressante, quella che lo ha portato fino a Pechino. Un anno eccezionale ed era da preventivare un inizio di stagione un po’ meno “tirato”. Tra l’autunno e la primavera sono arrivati anche i problemi fisici. Solo un professionista come Daniele poteva superare anche questa prova e tornare e tempo di record ai suoi livelli.
Porterà a casa un altro titolo?
A Lucerna hanno fatto bene, ma anche gli avversari crescono, certo che mettere la punta davanti a quel quattro di coppia con il Gila e il Sanca sarà ancora difficilissimo Gaia,
Giula e Marius, il nuovo che avanza alla Lario?
Sì, anche se è di queste ore che Gaia Marzari farà solo la riserva ai Mondiali. Mi è spiaciuto molto, si meritava un posto su una barca per tutto quello che ha fatto vedere durante la stagione. La fortuna è che Gaia sarà ancora Junior il prossimo anno e potrà dimostrare a chi non l’ha scelta che forse è stato commesso un errore. Giulia Longatti farà invece il quattro di coppia alla competizione iridata Junior in Francia la prima settimana d’agosto. Marius Wurzel credo si sia invece conquistato a pieno titolo un posto sull’otto Under23. Le convocazioni non sono ancora ufficiali, ma. sabato poi diventerà anche cittadino italiano a tutti gli effetti, il 18 luglio è previsto infatti il suo giuramento.
Tutto rose e fiori per la Lario, con poche spine, ma da Lucerna per il canottaggio azzurro non sono arrivate poi indicazioni così buone almeno nelle barche olimpiche?
Ai miei colleghi federali posso solo dire di pensare solo a lavorare forte e ad investire sui giovani. Servono grandi motivazioni per affrontare i prossimi quattro anni, il gruppo deve crescere ma c’è tempo perché cresca. Per quanto riguarda Lucerna bisogna vedere quanto era stato programmato. Se la programmazione indica l’obiettivo tra quattro anni non c’è da preoccuparci se invece quello che si è visto in acqua è già il massimo che il remo italiano può e potrà esprimere non si possono dormire sonni tranquilli.
Nella foto da sinistra: Marius Wurzel, Daniele Gilardoni, Luca Bonacina, Stefano Fraquelli, Sabrina Noseda e Claudia Wurzel
Paolo Annoni – Ufficio Stampa Canottieri Lario
















