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CNU di San Giorgio di Nogaro: Colella, Del Vecchio e Gorgoglione, i pugliesi del CUS Ferrara, continuano a collezionare successi

lunedì 1 Giugno 2009

CNU di San Giorgio di Nogaro: Colella, Del Vecchio e Gorgoglione, i pugliesi del CUS Ferrara, continuano a collezionare successi

BARI, 01 giugno 2009 – Ai Campionati Nazionali Universitari di San Giorgio di Nogaro (Ud) hanno brillato tre stelle pugliesi: Nicola Colella, Dario Del Vecchio e Pietro Gorgoglione. Queste giovani realtà del canottaggio nostrano, tesserati per il Cus Ferrara, hanno, infatti, sbaragliato la concorrenza nelle gare della due giorni friulana. Sabato 23 maggio, Colella ha conquistato l’oro nel quattro senza (500m) e Del Vecchio il bronzo nel doppio senior (500m). Tutti e tre hanno partecipato alla staffetta doppio-otto vincendo l’argento e l’oro nell’otto senior (500m). La medaglia tutta “pugliese” è arrivata nella gara di domenica del doppio senior in cui Del Vecchio e Gorgoglione si aggiudicano il titolo di campioni italiani universitari sulla distanza olimpica dei 2000 metri. A questo fantastico risultato Colella ha risposto conquistando il gradino più alto del podio con l’equipaggio del quattro senza. Gorgoglione ha inoltre conquistato l’argento nella gara sui 2000 metri del singolo pesi leggeri.
Ma quelli di San Giorgio sono solo gli ultimi di una lunga serie di successi che i tre atleti pugliesi stanno collezionando dall’inizio di questa stagione remiera che li stanno portando a raggiungere ottimi livelli in campo nazionale ed internazionale. Questa bella serie è iniziata al Memorial D’Aloja nel quale sul doppio Del Vecchio e Gorgoglione hanno conquistato un argento internazionale, ed è continuata al Meeting del 16 e del 17 maggio scorsi di Piediluco in cui Colella, Del Vecchio e Gorgoglione hanno conquistato l’oro nel quattro di coppia per la loro categoria assieme a Ferrarini, una giovane realtà del CUS Ferrara, mentre Gorgoglione ha conquistato l’oro nel singolo U23 PL.
Cogliamo questa occasione per conoscere meglio uno di questi atleti che ha fatto la scelta, per amore del canottaggio, di frequentare il College Remiero di Ferrara: Dario Del Vecchio. Gli abbiamo fatto qualche domanda.

Potresti presentarti dal punto di vista personale e sportivo? Quali risultati sportivi hai raggiunto finora?

Ho 21 anni, sono uno studente di Scienze della Comunicazione e frequento il corso di Tecnologo della comunicazione multimediale e audiovisiva all’Università di Ferrara. Dal 2005 ho cominciato a remare presso il Circolo Canottieri Barion guidato da Sabino Bellomo. In breve tempo mi sono aggiudicato il titolo di campione regionale in Puglia per il 2006 e 2007 su singolo e doppio. Nel 2008 già al College Remiero di Ferrara con Nicola Colella e altri altleti del CUS Ferrara ci siamo aggiudicati il titolo di campioni regionali in Emilia Romagna in 4 senza e vice-campioni italiani in doppio U23 PL. Successivamente ho avuto l’onore di indossare la divisa della Nazionale in occasione del Memorial D’Aloia.

Quanto conta il canottaggio nella tua vita, ed è questo il motivo che ti ha spinto a trasferirti a Ferrara?

Sì mi sono trasferito a Ferrara perché frequentando il College avrei avuto l’opportunità di studiare e di continuare a remare a livelli molto competitivi allenato da Paolo Di Nardo. Questa del college è un’opportunità per quegli atleti che come me amano il canottaggio e desiderano terminare gli studi.

Qual è la tua giornata tipo nel College Remiero di Ferrara?

La sveglia suona alle 6, quindi si va all’allenamento. Dopo inizia la mattinata normale all’università e poi si va a pranzo. Alle 14,30 si tiene un altro allenamento che dura fino alle 17. Dalle 17 alle 19 ho un po’ di tempo per le faccende domestiche. Quindi si cena e la sera si studia oppure si sta insieme agli amici. Tutto questo per tre settimane. Nella settimana definita “di scarico” ci si allena solo di pomeriggio e quindi ho un po’ più di tempo per altri impegni.
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Cosa comporta vivere in un college remiero: vantaggi e svantaggi?

Vivere al College è un’opportunità che mi vede sicuramente impegnato su molti fronti, Il vantaggio è nella crescita, si matura dal punto di vista organizzativo, devi imparare a gestirti la giornata, lo studio e gli altri impegni. Dal punto di vista del canottaggio il vantaggio è condividere e vivere con un gruppo di atleti di ottima qualità.
Uno “svantaggio” è sicuramente la lontananza da casa, dalla famiglia e dagli amici ma questo è in comune con tutti i giovani che scelgono di studiare fuori sede.

Quali sono i tuoi obiettivi per il 2009?

Dal punto di vista universitario completare tutti gli esami del secondo anno. Dal punto di vista sportivo non mi esprimo per scaramanzia.

Una stagione che comunque è iniziata con il piede giusto, una lunga serie di successi che potrebbe portarti un giorno, nemmeno tanto lontano, a vestire stabilmente i colori della nazionale…Un sogno?

Vestire la maglia azzurra è senz’altro l’obiettivo principale per cui ci si allena una stagione intera. È un obiettivo che coronerebbe un’intera stagione di sacrifici e che confermerebbe la validità della scelta che ho fatto l’anno scorso: entrare a far parte del college remiero di Ferrara.

Com’è stato battere lo storico equipaggio di Cambridge, il “college remiero” per eccellenza, dove il canottaggio è leggenda? Potresti raccontare ai nostri lettori questa fantastica esperienza?

È stata una bella esperienza in una cornice stupenda che Mantova ci ha regalato. Il sabato, nelle batterie di qualificazione, ci siamo misurati con tutti gli avversari, e ci siamo resi conto che potevamo lottare per una medaglia ma sarebbe stata una gara durissima. La domenica siamo arrivati in partenza carichi e concentrati. Una strategia di gara perfetta ci ha portati a lottare contro equipaggi di fama internazionale come Oxford, Pavia e Cambridge, e su questi ultimi abbiamo avuto la meglio confermandoci un gruppo determinato e in crescita

Quali suggerimenti daresti alla società da cui provieni, il Barion, per far crescere il canottaggio come sport?

Il Barion deve continuare ad investire tutto il suo potenziale sulle nuove generazioni, come sta facendo con il progetto “Remare a scuola” e offrire una guida sicura ed esperta agli atleti della squadra agonistica.

Cosa consiglieresti ad un ragazzo che si sta avvicinando a questo sport?

Di divertirsi innanzitutto. Di imparare a remare in maniera spensierata, di pensare a creare sintonia con la barca. Il “tempo” e i risultati verranno dopo aver acquisito la tecnica.

Rifaresti la scelta di trasferirti a Ferrara? Cosa ti manca della Puglia e della tua società?

Rifarei certamente la scelta di trasferirmi a Ferrara per i motivi già esposti. Della mia terra mi mancano gli affetti familiari, gli amici e le persone del Circolo Canottieri Barion che mi hanno avviato e accompagnato in questa disciplina sportiva.

A questo proposito anche il Presidente Federale Gandola ha indossato per un giorno i colori del Barion in occasione della riunione del Comitato Federale di Bari di domenica scorsa, assieme al Vice-Presidente Comellini e al Presidente del Comitato Puglia e Basilicata Triggiani. Un grande onore per il Barion, cosa significa vestire il body di una centenaria società di canottaggio e poi dover per necessità in gara indossare quello del Cus Ferrara?

Il body che si indossa in gara è solo una divisa colorata, oggi è arancione e blu, ma ogni volta che indosso la divisa bianco-azzurra del Barion è un’emozione fortissima che mi fa tornare alla mente le prime gare, l’ansia, la preoccupazione, la voglia di battermi. Insomma ”il primo amore non si scorda mai”. Il Barion è una società centenaria che nella sua storia ha avuto atleti di fama nazionale internazionale come Verroca, Bellomo, Di Cosmo, Quaranta, Daddabbo, Orlando, Lobascio e tanti altri, (anzi mi scuso se in questo momento li ricordo tutti), perciò sono orgoglioso di averne fatto parte elo sono ancora di più perchè il Presidente Enrico Gandola ha indossato per un giorno i colori del Barion… magari questo è il crocevia tra un passato prestigioso ed un grande futuro ricco di successi!

UFFICIO STAMPA FIC PUGLIA E BASILICATA
Maria Teresa Lenoci