PIACENZA, 4 maggio 2009 – Tra gli articoli dello statuto originario della soc canottieri Nino Bixio, si legge che la societa’ e’ nata con lo scopo di “addestrare i soci all’esercizio del remo per essere pronti in caso di calamita’ naturali”; purtroppo questo evento si e’ verificato giovedi scorso 30 aprile, quando l’ultima arcata del ponte stardale sul nostro fiume, ha ceduto improvvisamente, portando con se’ degli autoveicoli che vi transitavano. Situazione resa ancora piu’ drammatica dal fiume in piena che aveva poche ore prima, affondato la MAP (motonautica associazione Piacenza) e tutti i motoscafi ad essa ormeggiati. Gli unici mezzi di soccorso nelle vicinanze, erano quindi i motoscafi e le battelline che la Nino aveva predisposto per l’evenienza (nonostante i gravi disagi in cui si trovava) , e le uniche persone in grado di utilizzarle, erano appunto i canottieri della stessa società.
In particolare Giuliano Destabile, attuale direttore sportivo della squadra di canottaggio, in forza alla polizia di Stato ed in servizio in quelle tragiche ore, appena ricevuto via radio la notizia, si avvia velocemente verso la Nino Bixio, e, in compagnia del suo collega Donato Fanelli, preleva uno dei motoscafi che normalmente utilizza per allenare i ragazzi e si reca con grande difficoltà sul luogo del disastro. Appena giunto si rende subito conto che in uno dei veicoli parzialmente sommerso dall’acqua, vi e’ ancora un occupante, che ferito ma cosciente, chiede aiuto; con fatica e determinazione, riesce, congiuntamente ai vigili del fuoco, a estrapolarlo dalle lamiere e lo consegna ai colleghi sulla terraferma. Giungono nel frattempo anche gli altri due allenatori della Nino, Franco Valisa ed il sottoscritto, che non possono fare altro che dare un supporto ulteriore in caso la situazione si complicasse ulteriormente; per fortuna cio’ non e’ avvenuto.
Il Presidente della società canottieri Nino Bixio Laura Radice, si sente “miracolata”, contornata da eventi cosi’ tragici, la sua società ha subito danni economici ingenti, ma non strutturali, anche grazie a tutti coloro, maestranze e soci volontari, che, nei giorni precedenti, hanno salvato il materiale, letteralmente “strappandolo” alla furia del fiume. Miracolata ma anche indignata dall’evidente stato di abbandono in cui l’alveo del fiume che tanto ama si trova, in quanto essendo anni che non viene pulito e dragato, sono sufficienti un paio di giorni di pioggia per far esondare il fiume.
Speriamo che tutto cio’ non entri nel dimenticatoio degli avvenimenti tragici, e che le istituzioni, imparino dalle piccole società a prevenire piuttosto che curare.