Una gara remiera per celebrare il connubio tra scuola e canottaggio
Una gara remiera per celebrare il connubio tra scuola e canottaggio
Giunge a termine l’esperienza delle quattro scuole romane invitate dal Reale Circolo Tevere Remo a conoscere e sperimentare il canottaggio. A seguito dei quattro allenamenti previsti, una gara per scoprire quale tra gli istituti coinvolti ha saputo interiorizzare meglio le tecniche remiere
Di Claudia Franceschi
ROMA, 27 maggio 2009 – Una gara di canottaggio in cui i protagonisti non sono atleti di alto livello, ma studenti che con solo quattro allenamenti sono riusciti dare prova di grande impegno ed agonismo, non è un’utopia. Lo hanno dimostrato quattro scuole superiori: gli Istituti “Giovanni Da Verrazano”, l’”Ambrosoli”, l’”Isa Roma 2” ed il “Sarandì”, che a colpi di remo, lungo le rive del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo, si sono sfidati per conquistare l’ambita medaglia dorata. Lungo 500 metri si sono svolte due semifinali e due finali, che hanno portato ad una classifica in cui il primo posto è stato conquistato dall’Istituto “Giovanni Da Verrazano”, ovvero da Valerio Masci, Alessandro Melfa, Luigi Persechino, Elisa Colaiocco, Gloria Olivieri, Marco Randolfi, Alessio Ovidi e Matteo Pulcini, che, per pochi secondi, hanno sopraffatto il “Sarandi”. Mentre il terzo e quarto posto sono stati assegnati, rispettivamente, all’Istituto “Ambrosoli” e l’”Isa Roma 2”. Naturalmente tutti i partecipanti sono stati premiati, infatti la competizione aveva più l’aria di una festa, in cui ad essere celebrato era l’incontro tra la scuola e un nobile sport: il canottaggio. Ad assistere alla sfida nomi importanti del Reale Circolo Tevere Remo, quali Franco Bovo, direttore sportivo, Fabrizio Ranieri, responsabile della squadra agonistica, Marco Massai, allenatore capo della squadra agonistica, ma anche i professori di educazione fisica dei quattro istituti, Stefano Minichiello, Cinzia Graziosi, Massimo Coletta, Francesco Malavenda, Franco Pieretto e Daniela Simeoni, le mamme , le sorelle, i compagni di classe dei ragazzi in barca, tutti pronti a tifare per il proprio equipaggio.
Tanti gli episodi allegri e divertenti che sicuramente coloreranno il ricordo di questa giornata, in cui nonostante il caldo, i ragazzi hanno cercato di dimostrare ciò che, in poco tempo, ma con tanto impegno, hanno appreso. Incisivo anche il ruolo dei timonieri: gli allenatori Federico Celani e Alessandro Cavazza, ma soprattutto Giada Ferraro, ovvero l’unica studentessa così coraggiosa da scegliere di rivestire questo ruolo. Soddisfatto anche colui che ha trasmesso la sua passione e soprattutto le sue conoscenze tecniche a questi atleti alle prime armi, Marco Follaro: “In un primo momento i ragazzi hanno partecipato all’iniziativa soprattutto per saltare un giorno di scuola, poi hanno trovato interessante e piacevole il canottaggio e remare sul Tevere. Quindi secondo me è un’iniziativa che, se ampliata, magari, al doppio o al triplo delle scuole, può essere ancora più importante”. Ma come l’ha vissuta lui la gara di oggi? “Da spettatore, infatti, mi trovavo alla partenza per fare l’allineamento, quindi l’ho vista da una prospettiva sbagliata.” Un lavoro importante quello di Marco che lo ha portato ad affrontare una sfida nuova: “ Si tratta di ragazzi che stanno andando verso la maturità, perciò, conoscono il loro corpo già abbastanza bene. Qui la difficoltà principale, a parte la tecnica, era metterli insieme nell’otto.” Un’impresa non facile, ma sicuramente riuscita che ha portato, grazie alla passione di tutti gli organizzatori e all’entusiasmo degli studenti, ad una bella giornata di sport.
Il Torneo Studentesco di Canottaggio, un esempio di come questo sport possa essere insegnato in modo semplice.
Fabrizio Ranieri e Marco Massai, le loro dichiarazioni sul Torneo Studentesco di Canottaggio, sulla partecipazione entusiasta degli studenti a tale iniziativa e sull’importanza di aprire le porte delle scuole a questo sport.
Di Claudia Franceschi
“ Questa iniziativa ha dimostrato che il canottaggio è uno sport accessibile a tutti, in modo semplice e senza troppa preparazione”. Con queste parole Fabrizio Ranieri, responsabile della squadra agonistica di canottaggio del Reale Circolo Tevere Remo, descrive il Torneo Scolastico di Canottaggio, “Purtroppo il problema di questa disciplina è il suo carattere elitario, impostato come uno sport a cui bisogna dedicare tanti anni e soprattutto tanto tempo. Inoltre, spesso, ciò che mancano sono le strutture e le situazioni, che permetterebbero ai ragazzi, anche e solo, di avvicinarsi all’attività remiera. Tale progetto, quindi, ha rappresentato un esempio di come la passione di alcuni insegnanti e la collaborazione di un circolo possano mettere in barca dei giovani, farli divertire e, addirittura, fargli fare una gara”. Un esperimento riuscito alla perfezione e sicuramente da riproporre anche in futuro: “Ci stiamo già attivando, naturalmente, oltre alla passione, saranno necessari anche degli investimenti, che in questa prima occasione hanno solo coperto dei costi parziali. Per impostare una collaborazione costante e duratura, serviranno maggiori basi economiche, oltre a quelle che, ovviamente, il circolo è disposto a mettere a disposizione, ovvero la struttura, le barche, insomma tutti strumenti che hanno un costo molto elevato, ci vorrà anche l’appoggio del Ministero, delle scuole e di tutte le parti che costituiscono questi soggetti. Ma sono comunque sicuro che si potrà andare avanti a lungo”. Una speranza che vede in questo connubio scuola-canottaggio una grande occasione: “Dare l’opportunità agli studenti di conoscere il nostro sport può anche significare ottenere dei risultati dal punto di vista agonistico, infatti, attraverso la sperimentazione, alcuni di questi ragazzi potranno appassionarsi al canottaggio ed in caso proseguire con l’attività agonistica”. In questa fase di approccio, perciò, un ruolo fondamentale è svolto proprio dagli allenatori: “Come in tutte le attività, ci possono essere le strutture, gli atleti, ma alla fine saranno la passione e la competenza degli allenatori a determinare dei risultati positivi”.
Ed è proprio con l’allenatore capo della squadra agonistica del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo, Marco Massai, che abbiamo parlato, per avere anche una sua opinione: “ Il contatto con le scuole è basilare. Avrei preferito la partecipazione di ragazzi delle scuole medie, infatti il nostro interesse è rivolto ai giovanissimi, ma devo ammettere, che questi studenti del primo liceo si sono dimostrati volenterosi, hanno lavorato e si sono anche divertiti. Spero, soprattutto che i giovani che hanno partecipato a questo progetto si iscrivano alla nostra scuola o comincino a frequentare il circolo, perché lo scopo fondamentale non è solo quello di divulgare il canottaggio a livello di conoscenza, ma anche di acquistare nuovi atleti”. In questo ambito l’impegno del Reale Circolo Tevere Remo è totale: “Siamo in costante contatto con quattro scuole medie, dove ciclicamente organizziamo dei tornei con il remoergometro. Alcuni degli studenti si sono già presentati al circolo e si stanno allenando seriamente quattro o cinque volte alla settimana. Hanno avuto anche modo di partecipare ad uno stage , di un paio di giorni, a Sabaudia con i loro professori ed i nostri insegnati”. Gli investimenti realizzati dal Reale Circolo Tevere Remo nei confronti dei giovani, fino ad ora sono stati alti, ci auguriamo quindi che portino anche grandi profitti soprattutto a livello atletico.
















