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L’istituto di via Sarandi 11 giunge all’ultimo allenamento

giovedì 21 Maggio 2009

L’istituto di via Sarandi 11 giunge all’ultimo allenamento

L’istituto di via Sarandi 11 giunge all’ultimo allenamento ROMA, 21 maggio 2009 –  Ormai la finale del “Trofeo scolastico di Canottaggio è alle porte”. Ultimi allenamenti dei ragazzi delle scuole romane alla Tevere Remo.
È il loro ultimo allenamento, l’ultima occasione per afferrare e interiorizzare i movimenti, le tecniche e i segreti dell’attività remiera, quindi, è grande l’impegno e l’attenzione che Benedetta Occhione, Floriana Vitello, Pasqual Iacchetta, Alessio Mastragostino, Danila Giodano, Martina Lucani, Manuel Proietti, Robert Carrella, Giode Ferraro e Daniele Di Cola dedicano ai suggerimenti di insegnati ed allenatore. Per i ragazzi dell’istituto di Via Sarandi 11 sede associata “Federico Cesi” e “Gaetano Martino” la gara finale, contro le altre tre scuole, è ormai vicina e già si inizia a fare il punto della situazione. Ad incoraggiarli e spronarli il professor Franco Pieretto e la professoressa Daniela Simeone, che con grande gioia ed entusiasmo, ci spiega come il collega, più esperto nel canottaggio, l’ha coinvolta in questa iniziativa: “Conosco il professore da alcuni anni e devo ammettere che ha sempre idee innovative e particolari per aggiornare la scuola e renderla più moderna. Sono super contenta di questo progetto, in quanto mi ha dato la possibilità di spaziare e di non ripetere, con gli studenti, sempre le stesse attività, di cui già sanno tanto e che molto spesso praticano anche a livello personale. Inoltre la ricerca di qualcosa di nuovo costituisce uno stimolo sia per noi docenti, dandoci occasione di aggiornarci, sia per i giovani, che sperimentando diversi sport, possono poi autonomamente scegliere quale realmente li appassiona ed interessa di più. Quindi oltre al canottaggio i nostri studenti hanno praticato il pattinaggio, la canoa, il boowling, il tiro al segno. Nel nostro distretto una scuola ha creato una sperimentazione “istituto per lo sport”. Quando lo abbiamo saputo, ci ha fatto un po’ sorridere, infatti con il professor Pieretto sono già quattro anni che sperimentiamo tutte queste attività diciamo minori. Ciò ha portato ad una buona aggregazione che migliora anche la loro vita. Siamo, quindi, molto soddisfatti di queste scelte che, non solo ci hanno garantito l’affetto da parte degli studenti, ma anche la sicurezza che la nostra disciplina potrà diventare parte della loro vita quotidiana”. E non sbaglia la professoressa Simeone, le sue parole ci vengono, infatti confermate dai ragazzi: “Ci vengono offerte occasioni per avvicinarci a sport poco conosciuti, che possiamo far nostri e magari scegliere di praticare anche a livello individuale”. É grande il loro trasporto: “ Spero di praticarlo anche in futuro”, “Avevo provato il remoergometro, ma non ero mai salito in barca”, “A marzo il professore ci aveva fatto partecipare ad un campionato tra scuole di remoergometro, e alla fine ho vinto”, ma ciò che più colpisce sono le loro piccole, ma grandi, scoperte: “ Sei a contatto con la natura e puoi osservare il Tevere anche da un’altra angolazione, scoprendo che nel nostro fiume puoi imbatterti anche in un castoro”, “ Grazie a questo sport abbiamo fatto amicizia con i compagni dell’altra sede, dando vita ad un nuovo gruppo che, sicuramente, proseguirà anche al di là di questa iniziativa”. Osservare questi studenti conferma ciò che Paolo Ramoni sostiene da tempo: “ I giovani non sono privi di iniziative e poco attivi, piuttosto il problema risiede negli adulti, che precludono la possibilità di dimostrare che con i giusti stimoli la partecipazione ed l’ entusiasmo è garantito.”

Claudia Franceschi
Ufficio Stampa Comitato Lazio